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La spesa è eccessiva, il Bilancio preoccupa

Pensioni, avvertimento dell'Ue all'Italia: "Alzare l'età pensionabile per le donne"


Pensioni, avvertimento dell'Ue all'Italia: 'Alzare l'età pensionabile per le donne'
07/03/2009, 20:03

I soldi spesi sono troppi, e le normative non sono in linea con l’Europa. E’ un nuovo invito alla revisione del sistema pensionistico quello che arriva da Bruxelles, che spinge per nuovi interventi, tra i quali l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne.

La spesa pensionistica in Italia, infatti, sebbene registri una crescita inferiore alla media, resta tra le più alte se rapportata a quella degli altri paesi europei.  E ciò potrebbe portare, nel giro di alcuni anni, ad un collasso del sistema; una prospettiva di certo non felice che, secondo l’Unione Europea, rende necessari ed urgenti diverse “misure addizionali”, tra le quali appunto “un ulteriore aumento dell’età pensionabile, in particolare per le donne”. Soltanto così lo Stato potrebbe garantirsi nuovi introiti e minori spese, tentando di rimettere in sesto il bilancio. La bozza di raccomandazione rivolta all’Italia sarà adottata martedì dall’Ecofin e successivamente verrà approvata in via definitiva al Consiglio Ue dei capi di stato e di governo a Bruxelles del prossimo 19 e 20 marzo. 

 A spingere l’Unione Europea in questa direzione è il debito pubblico, che resta “ben al di sopra dei valori di riferimento del Trattato”, e per questo motivo “raggiungere e mantenere elevati avanzi primari nel medio termine contribuirebbe a ridurre i rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche”. Alzare ulteriormente l’età pensionabile, compresa quella delle donne, quindi potrebbe essere la soluzione per “permettere di redistribuire la spesa sociale, così da mettere in campo un sistema di sostegno alla disoccupazione più inclusivo e uniforme”.

Secondo Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, “l’allarmismo dell’Ue non è da prendere in considerazione”, in quanto sulla spesa pensionistica “ci sono tentativi periodici di ambienti tecnocratici dell’Ue che fanno un semplice esame numerico e non vanno a vedere dentro”. Proietti ha inoltre osservato che sul tema pensioni esiste un “problema vecchio, cioè nella spesa c’è anche una parte legata all’assistenza, contrariamente a quanto avviene in altri paesi. E poi i bilanci dell’Inps sono in attivo”.

D’accordo con la raccomandazione di Bruxelles invece Giuliano Cazzola (Pdl), che si proclama soddisfatto che altri organi, di tanto in tanto, si interessino alla situazione italiana ricordando “che in Italia la questione delle pensioni non è affatto chiusa, ma che occorrerà porsi il problema dell’età pensionabile a partire da quella delle donne, non solo del pubblico impiego, ma anche del mondo del lavoro privato, dipendente ed autonomo”.

Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell’Internazionale socialista donne, è invece nettamente contraria alla proposta. “Perché far pagare all’anello più debole della catena il rafforzamento degli ammortizzatori sociali?, - si chiede, - i dati di Bilancio comunicati dall’Inps mettono in evidenza un marcato miglioramento dei saldi previdenziali grazie all’aumento contributi dei dipendenti e dei parasubordinati”. Nel 2008, comunica l’Inps, l’avanzo finanziario è cresciuto rispetto all’anno precedente del 21.5% pari a circa 11.2 miliardi di euro.
 

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di Nico Falco
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