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Ma la legge sul limite di assenze non è affatto chiara

Per gli studenti che manifestano, scatta l'incubo bocciatura


Per gli studenti che manifestano, scatta l'incubo bocciatura
09/12/2010, 11:12

ROMA - In questi giorni di manifestazioni studentesche e di occupazioni, c'è un nuovo problema che sta avanzando: le assenze. Ad inizio anno il Ministero della Pubblica Istruzione stabilì che ciascuno studente non potesse fare più di 50 assenze in quello che viene definito "orario scolastico personalizzato". Ma cosa si intende con questa espressione? Che è possibile far recuperare le giornate perse in qualche maniera? E comunque, le manifestazioni sono da considerarsi giorni di assenza? E le occupazioni? E per quei ragazzi che vorrebbero andare a scuola ma che non possono perchè è occupata? Per questi e altri interrogativi non c'è alcuna risposta nella legge. Nè è servito a nulla interpellare il Ministero per avere chiarimenti: nessuno ha risposto.
In questa situazione di confusione, la soluzione è stata l'unica possibile: il fai-da-te. E così ogni istituto ha tirato fuori una propria soluzione: c'è il preside che ha chiesto il certificato medico per gli assenti che lo fossero veramente e gli altri li ha considerati assenti; c'è quello che invece considera i giorni di occupazione come giorni di lezione, ecc.
Insomma, la situazione ideale per avere una marea di ricorsi a fine anno davanti al Tar. Anche perchè questo cambiamento della legge e la riduzione delle assenze a 50 giorni è avvenuto con un atto del Ministero pochi giorni prima dell'inizio delle lezioni. E' stato praticamente impossibile informare per tempo tutte le famiglie; anzi, come si è visto, non è stato spesso neanche possibile per le scuole "tradurre" le norme della legge in un regolamento interno. E gli studenti? Molti rispondono con un gesto di sfida: "Bocciateci tutti".

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di Antonio Rispoli
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