Istruzione e lavoro / Università

Commenta Stampa

Percorsi nelle malattie del Sistema Nervoso


Percorsi nelle malattie del Sistema Nervoso
22/06/2012, 13:06

Sabato 23 giugno 2012, dalle ore 08.30 alle ore 16.30, presso l’Aula Scozia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona (Sa), nell’ambito del ciclo “Le Neuroscienze Cliniche a Salerno: Territorio, Ospedale, Università”, si terrà il convegno dal titolo: “Percorsi nelle Malattie del Sistema Nervoso”.

L’incontro è organizzato dal Centro Parkinson della Regione Campania ed è promosso dall’Università degli Studi di Salerno – Facoltà di Medicina e chirurgia, dall’Ordine dei Medici di Salerno, dall’A.O.U. San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, con la collaborazione della Michael J. Fox Foundation, fondazione nata per opera dell'attore Michael J. Fox e da anni impegnata nello studio per la cura del morbo.

La giornata di studi nasce per sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce, sui progressi della ricerca, ma anche sulla qualità della vita dei pazienti affetti dal morbo di Parkinson. L’incontro è rivolto ai medici di base, ai professionisti del settore ma anche alla pubblica opinione, con lo scopo di comunicare i risultati della ricerca in modo semplice e comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

E a proposito di ricerca va segnalato il Parkinson's Progression Markers Initiative (PPMI), primo studio dedicato esclusivamente all’identificazione dei biomarcatori associati a questa malattia, ossia quelle sostanze, processi o caratteristiche dell’organismo, associabili al rischio e alla progressione del Parkinson. Ad oggi, nessuno di questi marcatori è ancora stato scoperto e, di conseguenza, non esistono farmaci in grado di rallentare o arrestare il decorso della malattia. Per questo la ricerca americana rappresenta una svolta epocale per affrontare il disturbo neurologico che in Italia colpisce più di 200.000 persone, 5 milioni in tutto il mondo. La conoscenza di questi biomarcatori – sostengono gli esperti della Michel J. Fox Foundation, che finanzia il progetto – consentirà di prevedere, diagnosticare e monitorare la malattia, ma anche di determinare quali cure possono funzionare e quali no. “Si tratta di un approccio rivoluzionario – spiega Maurizio Facheris, Direttore associato dei Programmi di ricerca della Fondazione – Attualmente, i pazienti affetti da malattia di Parkinson possono accedere solo a trattamenti che alleviano provvisoriamente i sintomi. Trovando un biomarcatore, invece, i ricercatori avranno uno strumento di importanza vitale nella ricerca di terapie in grado di modificare realmente il decorso della malattia”.

Anche l’Italia fa parte dei Paesi coinvolti nel progetto di ricerca, guidata dal Centro per le malattie neurodegenerative (Cemand) dell’Università di Salerno. “Con i biomarcatori per la progressione della malattia di Parkinson nelle nostre mani, sarà possibile stabilire degli obiettivi per le sperimentazioni cliniche per i trattamenti”, afferma il prof. Paolo Barone, responsabile delle ricerche del Cemand: “Senza dati concreti come un biomarcatore, è molto più difficile dimostrare se una terapia candidata riesce, o fallisce, nel rallentare il decorso della malattia nei pazienti affetti da Parkinson, al contrario del semplice trattamento dei sintomi della malattia”.

Il PPMI prevede una durata di 5 anni ed è stato finanziato dalla Fondazione, la quale si prevede stanzierà in questo arco di tempo 40 milioni di dollari: il contributo iniziale è arrivato da Lily Safra, storica amica e membro della commissione della Fondazione, nonché da partner industriali come la Pfizer e la GE Healthcare.

Dal punto di vista internazionale, il PPMI è coordinato dal responsabile della ricerca Kenneth L, Marek, MD, Presidente e Senior Scientist dell’Istituto per le Malattie Neurodegenerative di New Haven (Connecticut, USA): sarà condotto in 18 centri tra Stati Uniti ed Europa, e seguirà un totale di 600 volontari, di cui 400 saranno pazienti affetti da Parkinson. L’arruolamento dei partecipanti è già iniziato in 6 centri, ma sarà attivato da tutti i rimanenti entro la fine dell’anno.

Lo studio sarà “open source”, ossia i dati e i campioni raccolti saranno messi a disposizione di ricercatori qualificati esterni all’indagine, al fine di sviluppare più rapidamente i risultati. Gli interessati al progresso della ricerca in tempo reale possono infatti visitare il sito web scientifico dedicato all'indirizzo www.ppmi-info.org.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©