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Pesca: "Unità di crisi", Federcoopesca decreto fermo approvato è passo in avanti


Pesca: 'Unità di crisi', Federcoopesca decreto fermo approvato è passo in avanti
22/06/2010, 10:06


ROMA - “Rispetto al documento iniziale, abbiamo fatto un passo in avanti”. Commenta così Massimo Coccia, presidente della Federcoopesca-Confcooperative il via libera, seppur con astensioni e qualche voto contrario, al testo di decreto sul fermo pesca 2010, che sarà portato alla firma del ministro Giancarlo Galan. Il provvedimento prevede 30 giorni di sospensione dell’attività con compensazioni economiche per pescatori e imprese. Ma mentre per gli operatori imbarcati il ristoro sarà totale, grazie alla cassa integrazione, per le imprese ci sarà un indennizzo, pagato con fondi comunitari (Fep), per quindici giorni sui trenta di fermo. “Un provvedimento – sottolinea Coccia- che si scontra con la profonda differenza di disponibilità economica tra nord e sud della penisola. Con un sud con dotazione finanziaria maggiore da destinare a questa misura”. L’indisponibilità di fondi nazionali non ha reso possibile integrare, per il centro-nord, la quota dei quindici giorni pagata con risorse Fep, in modo da rendere possibile un ristoro per tutti il periodo di inattività. “Nulla vieta- prosegue Coccia- che le Regioni possano farsi carico di prevedere indennizzi per quei quindici giorni di fermo, attualmente non coperti”. L’associazione punta ora l’attenzione sugli altri temi inserti nell’agenda dei lavori dell’unità di crisi. “Lavoreremo – conclude Coccia- in particolare per rendere possibile un sistema di fermo pesca con plafond e per applicare al settore il regime Iva agevolato”.

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di Redazione
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