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Pesca: “Unità di crisi”, Federcoopesca propone fermo flessibile e attenzione a stagionalità


Pesca: “Unità di crisi”, Federcoopesca propone fermo flessibile e attenzione a stagionalità
17/06/2010, 13:06


ROMA - Presentate dalla Federcoopesca-Confcooperative, nel corso della seconda riunione dell’”Unità di crisi” in corso di svolgimento presso il Mipaaf, le proposte per un fermo di pesca “flessibile”, che venga incontro alle esigenze degli operatori, duramente colpiti dalla crisi e dall’entrata in vigore del Regolamento del Mediterraneo, e tenga conto della stagionalità dei prodotti ittici. Questa in sintesi la proposta dell’Associazione.
Introduzione di un sistema di gestione della pesca che faccia perno su un numero massimo di giornate di pesca per l’intero anno, adeguato alle caratteristiche dei vari areali; per questo primo anno, in via sperimentale, l’arco temporale potrebbe estendersi dal 1° luglio 2010 al 30 giugno 2011.
All’interno di ciascun plafond, realizzare un fermo continuativo di quarantacinque giorni consecutivi stabilito da ciascuna impresa. Per questa interruzione di attività dovrebbero essere previste misure finanziarie che prevedano: Cassa integrazione per ciascun membro d’equipaggio, corrisposto secondo le modalità previste dalle norme vigenti;
Compensazione finanziaria alle imprese, utilizzando fondi Mipaaf.
Prevedere, poi, ulteriori quarantacinque giorni di fermo, anche non continuativi, stabiliti dalle imprese per ciascuna imbarcazione. Anche in questo caso, cassa integrazione per ciascun membro d’equipaggio, e compensazione finanziaria alle imprese, ma questa volta a carico di ciascuna Regione.
Per venire incontro – spiega la Federcoopesca- alle esigenze di alcune aree che prediligono un fermo continuativo omogeneo per l’intera marineria, si può ipotizzare che, su richiesta delle organizzazioni professionali e sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale della pesca, o delle Regioni, l’Amministrazione può emanare specifico provvedimento che disponga l’interruzione della pesca in maniera uniforme ed omogenea per regioni o compartimenti marittimi, con la conseguente chiusura della pesca a tutte le imbarcazioni provenienti da altre regioni o compartimenti marittimi.
In merito poi al sistema del plafond in programma da giugno 2010, per garantire la necessaria conformità con gli indirizzi di conservazione richiesti dall’Unione europea, è opportuno definire il numero di giornate di pesca da “affidare” a ciascuna impresa o imbarcazione mediante la messa a punto di uno specifico piano di gestione che tenga conto delle differenti usi e consuetudini di pesca fra i vari areali, e della stagionalità delle specie ittiche per cui è consigliabile intensificare il fermo pesca in alcuni periodi dell’anno in funzione delle caratteristiche biologiche e di riproduzione.

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di Redazione
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