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Le foto che smentiscono i numeroni de "Il Tempo"

Pomigliano: Per il "si" con la Fiat sfilano in duecento


Pomigliano: Per il 'si' con la Fiat sfilano in duecento
20/06/2010, 11:06

NAPOLI -  E' oramai palese la  vera e propria scissione interna tra i dipendenti della Fiat di Pomigliano che, a quanto pare, si dividono nettamente tra coloro che sono pronti a firmare l'accordo proposto dalla casa torinese e coloro che, irriducibili, appoggiano con forza le posizione intransigente della Fiom-Cgil e non mostrano alcun segnale d'apertura nei confronti del Lingotto.
Contrapposti, a ricordare per molti versi la storica marcia dei 40.000 quadri della Fiat risalente al 1980, ci sono gli iscritti a Cisl, Uil e Ugl e i metalmeccanici della Fiom-Cgil: i primi (più numerosi) si dicono disposti ad accettare le condizioni dettate dal managment piemontese e desiderosi di ricominciare a lavorare in maniera regolare e sicura. In 5000 (ma le foto smentiscono seccamente tale cifra) hanno sfilato con altrettante fiaccole intonando slogan come "Marchionne dacci la Panda".
"Il Tempo" non esita a definire la manifestazione  "un inno al pragmatismo che stride contro l'ideologia vetero marxista della garanzia a ogni costo". Prima di giungere in Piazza Municipio, manifestanti e contromanifestanti, si sono incontrati e reciprocamente provocati senza però scatenare scontri. Ancora una volta, Il Tempo, usa parole e descrizioni precise per fotografare (e stigmatizzare) gli operai decisi a tener duro e a non firmare le nuove condizioni contrattuali:"Una decina di militanti hanno manifestato da un ponte che sovrasta la strada dove stavano sfilando i dipendenti Fiat. I contromanifestanti hanno issato bandiere rosse e uno striscione con la scritta «Servi del padrone, no al piano Marchionne» - scrive infatti il quotidiano capitolino -. Pugni chiusi al cielo gli operai hanno risposto con l'urlo «lavoro, lavoro, lavoro»".
Nonostante una manifestazione che ha visto un'ampia partecipazione, però, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini ha assicurato che il suo sindacato non piegherà in alcun modo la testa "per la semplice ragione che è un referendum illegittimo". Al contempo, Susanna Camusso, vice segretario della Cgil, risponde alle accuse di Marchionne riguardo il presunto assenteismo cronico patito dallo stabilimento partenopeo:"L'assenteismo è un fenomeno sbagliato, va colpito, il sindacato non l'ha mai difeso - precisa l'erede designata di Guglielmo Epifani -. Marchionne deve trattare con rispetto lo sciopero dei lavoratori perché difendono uno stabilimento che aveva deciso di chiudere, e rispettarne i diritti di sciopero".
A sostegno della chiusura ad oltranza della Fiom arriva anche Antonio Di Pietro che, riferendosi alla votazione prevista per martedì, parla senza mezzi termini di "referendum farsa".

CINQUEMILA O "QUATTRO GATTI?"
Come al solito, i giornali che giocano a dividere la popolazione con posticce e patetiche guerre tra "marxisti" e "capitalisti", non si curano di riportare i fatti ma si dilettano biecamente a sparare cifre a casaccio senza nemmeno avere la creanza di consultare documenti come queste foto.
5000? Forse nascosti sotto terra. Altro quesito fondamentale che ogni buon giornalista dovrebbe porsi: dove si trova il contratto di lavoro proposto (imposto) dalla Fiat? E' pubblicamente consultabile di modo da poter essere valutato al di la delle strumentalizzazioni estremiste di una parte e dell'altra? A dire il vero, l'estratto pubblicato dalla Fiom, non lasciava ben sperare e sembrava effettivamente presentare scenari schiavisti all'orizzonte. E allora? Possibile che non si riesca a reperire l'intero testo che caratterizza il contratto e, sopattutto, possibile che a sindacati, giornalisti ed operai, non importi di conoscere l'intero contenuto del documento prima di qualsiasi referendum, manifestazione e notizia più o meno faziosa e quindi incompleta?

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di Germano Milite
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