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Prima Assemblea Nazionale Operatori dell'Usato Napoli


Prima Assemblea Nazionale Operatori dell'Usato Napoli
17/11/2011, 10:11

I prossimi 21 e 22 Novembre il Mondo dell'Usato presenterà a Napoli la sua ricetta per il rilancio del Paese. Il settore dell'usato è uno dei pochi comparti che, nonostante la crisi economica generalizzata, mostra un trend in continua espansione, riesce a garantire posti di lavoro, inclusione sociale, sviluppo locale e anche benefici ambientali riducendo la produzione di rifiuti. Nella giornata del 21 verranno presentare le proposte di riadeguamento normativo del settore dell'usato nazionale; durante l’assemblea del 22, invece, nascerà formalmente una grande associazione che riunirà e rappresenterà tutti gli operatori italiani del settore.

Il portavoce della Rete, Antonio Conti, ha dichiarato che “il Settore dell'Usato vuole che venga riconosciuta ufficialmente la funzione di utilità sociale e ambientale che già i cittadini gli attribuiscono. L’usato è un bene comune che va tutelato e potenziato. In quest'ottica la Rete O.N.U. presenterà a Napoli una bozza di decreti attuativi sul riutilizzo e una proposta di legge di riadeguamento normativo dell'intero comparto. Proposte che sono frutto del confronto tra tutte le anime del settore: operatori delle strade, delle fiere, dei mercati storici e delle pulci, cooperative, enti di solidarietà, negozi conto terzi e negozi dell’usato”.

Aleramo Virgili, della Rete di Sostegno ai Mercatini Rom, ci tiene ad evidenziare che “i mercati dell'usato rappresentano un importante ammortizzatore sociale per ampie fasce della popolazione. Disoccupati, precari, comunità migranti, pensionati, studenti, soggetti a rischio di marginalità sociale ed economica hanno sempre potuto trovare nelle nostre città una possibilità di reddito attraverso la rivendita di beni ed oggetti usati, svolgendo un'attività di recupero e riutilizzo onesta anche se spesso informale”, sostiene Aleramo Virgili della Rete di Sostegno ai mercatini Rom.

Alessandro Stillo, vicepresidente dell'Associazione Vivibalon di Torino, sottolinea invece che “i mercati dell'usato storici contribuiscono a mantenere viva la memoria storica delle nostre città e del nostro passato, e sono allo stesso tempo uno straordinario strumento di contaminazione culturale e specchio fedele del nostro presente”.

Augusto Lacala, dell'Associazione Bidonville, ha spiegato che “le Fiere dell’usato sono indice inequivocabile di un tessuto sociale maturo e pronto a voltare pagina nella gestione dei rifiuti a partire dal riutilizzo, e mostrano un bisogno dei cittadini che ci auguriamo di poter continuare a soddisfare attraverso strumenti normativi e fiscali che ne favoriscano lo sviluppo”.

Secondo Gianni Perbellini, Presidente del franchising di usato conto terzi Mercatino SRL, “L’incontro delle diverse declinazioni del mondo dell’usato avviene in un momento incredibilmente proficuo per il settore, la cui riscoperta e la cui percezione trovano, nelle attuali congiunture, terreno fertile e perfetto collocamento nella cultura e nelle tradizioni del nostro paese”. Perbellini sostiene che il processo di costruzione della Rete O.N.U. “è un’occasione imperdibile per mettere insieme le esperienze e le energie di tutte le anime del mondo dell’usato e per far emergere e mantenere l’attenzione e il rispetto non solo della gente, che sempre ha saputo dare valore a quello che facciamo, ma anche delle istituzioni che stanno aprendo ora le loro finestre sul nostro mondo”. Entusiasta anche Alessandro Giuliani, rappresentante dei network Mercatopoli e Babybazar, che ha offerto il suo pieno sostegno “a quella che diventerà, a breve, una concreta entità capace di rappresentare a vari livelli tutti gli operatori del mondo dell'usato, inclusi i negozi in conto terzi che rappresentano una realtà sempre più importante nel panorama economico nazionale”.

Il Direttore del Centro di Ricerca Occhio del Riciclone, Pietro Luppi, sottolinea la necessità, espressa dagli operatori del settore, “di ristrutturare la filiera dell’usato per risolvere la sua storica crisi nell’approvvigionamento delle merci”. “D’altronde il settore dell’usato ha dimostrato negli anni di essere l’unica entità capace di fare riutilizzo su scala”. “Chi vuole fare Riuso seriamente deve parlare con gli operatori del settore. Non farlo, sarebbe come voler fare la differenziata senza parlare con le filiere del riciclo”, conclude Pietro Luppi.

“Non può essere un caso che in tutta Italia, siano proprio le cooperative ad occupare quello spazio che unisce una gestione moderna dei rifiuti e il mondo del riutilizzo. Da decenni il mondo della cooperazione e della solidarietà attraverso le attività legate al riutilizzo ha permesso il reinserimento lavorativo di soggetti a forte rischio di esclusione sociale e di finanziare progetti di sostegno e sviluppo in aree difficili del pianeta. Ci aspettiamo d'ora in avanti una maggiore attenzione del legislatore per un settore costretto a vivere oggi nell'incertezza normativa”, afferma Aldo Barbini, della Cooperativa Mattaranetta di Verona.

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di Redazione
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