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I gladiatori in presidio all'Altare della Patria

Protesta Urbe, quinto giorno di sciopero della fame


Protesta Urbe, quinto giorno di sciopero della fame
31/08/2009, 21:08

E’ il quinto giorno di sciopero della fame per i vigilanti dell’Ancr-Urbe. La settimana scorsa alcuni di loro, subito ribattezzati ‘i gladiatori’, avevano occupato il terzo anello del Colosseo per protestare in seguito alla privatizzazione dell’Istituto, che avrebbe portato al taglio di 300 posti di lavoro. Successivamente, davanti alla prospettiva di un incontro tra le parti in causa, i gladiatori avevano abbandonato l’arena ma la soluzione era ancora ben lontana. Da giovedì scorso nove guardie giurate hanno ripreso la lotta; tra loro anche alcuni dei ‘gladiatori’ della precedente protesta. Il gruppo è arrivato al quinto giorno di sciopero della fame in piazza San Marco, davanti all’Altare della patria. “I trecento lavoratori dell’Istituto di vigilanza che sostengono l’iniziativa, - si legge in una nota delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb Cub), che dall’inizio hanno seguito la vicenda, - sono intenzionati a proseguire. Dopo 18 giorni di protesta di piazza non hanno tentennamenti. I colleghi che hanno smesso di mangiare hanno tutto il loro sostegno, anche se manifestano segnali preoccupanti sul versante sanitario”.
“Sono tutte persone sane, abituate al lavoro, - spiega un portavoce delle guardie giurate, - ma lo stress di questa situazione, aggravato dalla mancanza di alimentazione, minaccia la loro salute. Domani è il primo settembre e ci sembra giunto il momento di affrontare seriamente la nostra situazione, siamo ancora senza lavoro e senza risposte e anche Comune, Provincia e Regione devono farsi carico di questo problema sociale”.

La protesta si era interrotta la sera del 19 agosto, quando i sei vigilanti, dopo cinque giorni sul Colosseo, hanno deciso di scendere dal monumento; uno di loro aveva abbandonato prima il presidio per motivi di salute. La sospensione era stata decisa dopo la riunione in Prefettura, alla quale avevano partecipato tutte le sigle sindacali (malgrado l’opposizione dell’ Rdb, motivata col fatto che i sindacati confederati avevano inizialmente sottoscritto l’accordo di privatizzazione dell’istituto), la Regione, il Comune e il viceprefetto. Anche il Governo ha preso parte al nuovo tavolo interistituzionale di giovedì scorso, ma il risultato è stato definito “deludente” dai vigilantes.
Il mutamento di assetto della società, riferiscono i manifestanti, comporterà per i lavoratori “condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle avute fino ad ora in quanto ente morale”. In particolare, si perderebbe “il privilegio” dei versamenti Inpdap per passare all’Inps, oltre al taglio netto di 200 euro in busta paga.

Laura Marsilio, assessore alle Politiche educative e scolastiche, della famiglia e della gioventù, ha ricevuto questa mattina una delegazione dei manifestanti, che hanno parlato delle condizioni in cui si trovano i bambini ed i minori delle famiglie dei lavoratori in protesta. “Ci è stata fatta richiesta di prima necessità, - fa sapere, - come acqua, pannolini e cibo per bambini, e di garantire una regolare frequenza negli asili nido e nelle scuole. Ci stiamo attivando, per quanto possibile, per assicurare nell’immediato la tutela dei minori su cui non si deve ripercuotere il disagio”.

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di Nico Falco
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