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A rischio 110 dipendenti, di cui 90 giornalisti

Rcs, entro giugno la vendita dei periodici o è chiusura

I giornalisti Rcs manifestano fuori il Teatro Elfo Puccini

La sede della Rcs Rizzoli a Milano
La sede della Rcs Rizzoli a Milano
06/05/2013, 17:32

MILANO - Le testate periodiche di Rcs Rizzoli che il gruppo editoriale sta cercando di vendere, chiuderanno entro il 30 giugno, se non si troveranno prima di allora acquirenti. La notizia arriva nel momento più nero per l’editoria italiana i cui bilanci hanno subito un gravissimo crollo.

Dopo avere cercato di vendere in blocco i dieci periodici, Rcs è ora alla ricerca di acquirenti per le singole testate, che occupano nel complesso circa 110 dipendenti, tra cui 90 giornalisti.  

 Finora la Rizzoli aveva tentato di vendere in blocco i dieci periodici ma finora non sono giunte manifestazioni di interesse. Le testate coinvolte sono Novella 2000, A, Visto, Max, Astra, Ok Salute, Brava Casa, l’Europeo, Yacht & Sail. Per il polo dell’enigmistica, incluso tra le annunciate cessioni, a quanto si apprende è stata esclusa la possibilità della chiusura; non esclusa, invece, la vendita. 

I giornalisti della Rcs Periodici sono molto preoccupati per la loro sorte. Stamane davanti al teatro Elfo Puccini a Milano, hanno applaudito ironicamente e gridato contro i dirigenti. Sono circa un centinaio i giornalisti di Rcs periodici che si sono riuniti in assemblea davanti al teatro milanese, dove è in corso la convention «Rcs 2015, imbarco immediato»del gruppo editoriale alla presenza del management e di tutti gli alti dirigenti.  

 

Copie delle testate di cui è stata annunciata la chiusura sono gettate a terra davanti all’ingresso del teatro, mentre i giornalisti intonano cori di protesta, al grido di “Vergogna”, a salutare ogni nuovo arrivato. Al momento sono entrati il presidente, Angelo Provasoli e l’ex presidente, Piergaetano Marchetti, mentre non è stato visto entrare l’amministratore delegato, Pietro Scott Jovane.  

 

Sul posto è arrivato anche il direttore del Corriere della Sera (testata di punta di Rcs), Ferruccio De Bortoli. “È un momento complicato”, ha detto De Bortoli, commentando la situazione di tensione. 

 

L’amministratore delegato di Rcs, Pietro Scott Jovane avrebbe definito la protesta dei giornalisti una “manifestazione corretta e opportuna”. Si sarebbe inoltre scusato per lo schieramento di polizia che, all’ingresso, ha tenuto sotto osservazione i giornalisti in protesta.  

Tra i possibili interessati ai periodici di Rcs c’era la News 3.0, società di testate on line partecipata dal fondo Sator di Matteo Arpe che edita Lettera43.

Sul fronte degli azionisti di Rcs da registrare, secondo gli aggiornamenti di Consob, che i soci Benetton sono scesi sotto la soglia del 5%. Dal 24 aprile Edizione, la holding della famiglia, risulta titolare in diretta proprietà del 4,794% del capitale. I Benetton e un altro socio Diego Della Valle hanno di recente inviato una lettera al Cda della Rizzoli dicendo che voteranno contro l’aumento di capitale da 400 milioni (la prima tranche, 600 milioni in tutto), su cui l’assemblea degli azionisti si esprimerà a fine maggio.  

 

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di Felice Massimo de Falco
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