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La ricerca arma per combattere la crisi

Ricerca, al via la task force della conoscenza


Ricerca, al via la task force della conoscenza
17/04/2012, 19:04

ROMA - Rilanciare la ricerca italiana in tempo di crisi, trasformandola nel motore dello sviluppo, così come era accaduto nel dopoguerra: è questo l'obiettivo della task force tra Governo e mondo della ricerca, lanciata oggi a Roma per favorire la circolazione della conoscenza e per mettere in rete i ricercatori italiani all'estero con le strutture di ricerca e il Governo del Paese Del piano di rilancio della ricerca hanno parlato oggi il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e il ministro per l'Istruzione, l'università e la ricerca, Francesco Profumo, nel convegno che riunisce una ventina di ricercatori italiani che da tempo lavorano con successo in università e strutture di ricerca estere. L'idea della task force è emersa dall'incontro a porte chiuse organizzato ieri dall'istituto Aspen, presieduto da Cesare Romiti. Tra i ricercatori presenti oggi, il nobel Carlo Rubbia, i fisici Antonio Ereditato e Fabiola Gianotti, il biologo molecolare Antonio Iavarone, il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci e inoltre Bruno Coppi e Federico Capasso. L'obiettivo della task force tra ricerca e governo, ha spiegato Terzi, è «promuovere strumenti per creare la brain circulation», ovvero per mettere in contatto le eccellenze che lavorano all'estero con il mondo della ricerca nazionale. Molto positivo il commento all'iniziativa del ministro Profumo: «la task force che Terzi ha auspicato su sollecitazione dell'istituto Aspen è un elemento che merita una grandissima attenzione. Il ministro Terzi e io - ha aggiunto Profumo rivolgendosi ai ricercatori presenti - parteciperemo attivamente al trasferimento delle vostre migliori esperienze in buone pratiche per il nostro Paese». Il fine ultimo è rimediare ai problemi generati dal lunghissimo periodo nel quale la ricerca in Italia è stata trascurata: «siamo convinti - ha detto terzi - che se i tassi di crescita sono stati bassi per anni è anche perchè si sono a lungo trascurate la scienza e la ricerca quali componenti imprescindibili del dinamismo economico». Questa situazione, ha aggiunto, ha generato «l'irragionevole spread al quale avremmo dovuto porre a suo tempo rimedio e di cui oggi paghiamo le conseguenze». Investimenti strutturali per la ricerca da ritagliare ottimizzando la disponibilità attuale dei fondi nazionali, regionali ed europei sono tra i punti salienti del programma di rilancio. Un altro elemento è il cosiddetto «double appointment», ossia la possibilità dei ricercatori che lavorano in centri di ricerca all'estero di dedicare una parte del loro tempo alla ricerca o all'insegnamento in strutture italiane.

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di Valerio Esca
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