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Ricercatori utilizzati per fare più didattica che ricerca

Ricercatori in Piazza San Domenico, protesta contro la Gelmini


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Ricercatori in Piazza San Domenico, protesta contro la Gelmini
03/06/2010, 14:06

NAPOLI – Protesta questa mattina nel centro storico di Napoli, precisamente in Piazza San Domenico Maggiore, luogo simbolo della cultura partenopea, di ricercatori di numerose Facoltà degli atenei Campani. Circa un centinaio di ricercatori e docenti delle università campane stamane hanno organizzato un sit-in di protesta in piazza San Domenico Maggiore a Napoli contro la riforma Gelmini e contro la manovra finanziaria presentata dal Governo. I ricercatori chiedono più fondi per la ricerca, il cambiamento della riforma dell'università e certezze per l'avanzamento di carriera. Sulla scia del movimento nato a Milano il 29 aprile con una riunione degli stati generali del ricercatori di tutta Italia, anche in Campania i docenti e ricercatori sono scesi in piazza. Con manifesti e con le foto di quanti invece di dedicarsi alla ricerca sono invece utilizzati come docenti, i ricercatori spiegano che senza di loro moltissime attività didattiche non potrebbero essere svolte. In alcuni atenei campani molti ricercatori hanno già dato l'indisponibilità all'insegnamento che non viene loro retribuito e che giuridicamente non appartiene alla loro figura professionale. Nella facoltà di scienze della Federico II, ad esempio, circa 200 ricercatori già da questo semestre non hanno dato disponibilità all'insegnamento, negli altri atenei campani a macchia di leopardo moltissimi hanno rifiutato di svolgere attività didattiche, tutto per protestare contro la riforma Gelmini che mette a rischio le carriere con le nuove regole sul reclutamento e contro la manovra economica di Tremonti che blocca gli stipendi già ridotti all'osso. "Noi svolgiamo già il 30-40% dell'insegnamento - spiega Luca Cozzolino ingegnere ricercatore alla Parthenope - lo abbiamo fatto e lo facciamo con la prospettiva della carriera oggi non vogliamo più farlo anche perché di carriera non se ne parla proprio. Inoltre con il blocco degli stipendi degli statali i 1200 euro che prendiamo oggi tra inflazione e aumento del costo della vita varranno il 30% in meno tra tre anni. E' inaccettabile". "Noi ricercatori della Parthenope, facoltà di economia, abbiamo insegnato in un anno 5.328 ore - spiegano - ore tolte alla ricerca per la quale siamo stati assunti". In tarda mattinata in piazza san Domenico Maggiore è arrivato anche il rettore della Sun, Francesco Rossi, il quale ha spiegato che "i ricercatori vogliono che nell'università italiana prevalga il merito. Alla Sun su 1.050 docenti la metà sono ricercatori che hanno diritto a vivere dignitosamente e con prospettive di carriera". "I ricercatori - aggiunge Rossi - non vogliono essere discriminati e neanche essere bloccati nel loro status attuale". Tra i ricercatori in piazza provenienti da tutti gli atenei napoletani e campani, Federico II, Parthenope, Sun e Orientale e dall'università del Sannio e da Salerno, c'erano anche molti docenti e presidi di facoltà.

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di Nando Cirella
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