Istruzione e lavoro / Imprese

Commenta Stampa

Rifiuti elettronici: cresce sciacallaggio

Ecolight: «Servono regole certe»

Rifiuti elettronici: cresce sciacallaggio
20/06/2013, 10:25

Calo nella raccolta dei RAEE, crescita dei circuiti paralleli di raccolta e aumento dei fenomeni di sciacallaggio all’interno delle isole ecologiche: questi gli elementi che hanno caratterizzato il 2012 per Ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti elettronici, delle pile e degli accumulatori esausti e dei moduli fotovoltaici a fine vita. In occasione della presentazione del Rapporto Sociale 2012, il consorzio chiede una rivisitazione del sistema RAEE in Italia affinché «ci possano essere delle regole certe e condivise per tutti gli attori», dice il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio.

I dati. Per la prima volta da quando è stato avviato il sistema multi consortile di gestione dei RAEE, è stata registrata un’inversione di tendenza nella raccolta con un calo dell’8,5%.

Ecolight si è mosso in controtendenza gestendo 17.600 tonnellate di rifiuti elettronici domestici (+ 4,1% rispetto all’anno precedente) all’interno del sistema RAEE. Il consorzio ha gestito anche RAEE professionali, ovvero provenienti da aziende e servendo la Distribuzione con un servizio dedicato ai negozi per smaltire i rifiuti elettronici consegnati dai consumatori (Uno contro Uno). Attraverso questi tre canali, nel complesso Ecolight ha gestito oltre 21.500 tonnellate di RAEE, dei quali quasi il 70% appartiene al raggruppamento R4, ovvero piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo.

L’azione del consorzio ha permesso il recupero di significativi quantità di plastica, metalli e vetro inviati agli impianti di riciclo: per ogni 10 tonnellate di RAEE gestite da Ecolight, ne sono state inviate a recupero più di 9. Questo ha portato ad un risparmio di circa 190mila Mw/h e ad una mancata emissione nell’aria di oltre 116mila tonnellate di anidride carbonica. Sul fronte delle pile e degli accumulatori, il sistema è ancora relativamente giovane. Ecolight ha però agito in sinergia con il Centro di Coordinamento nazionale Pile e Accumulatori -CDNPA- gestendo oltre 606 tonnellate, delle quali la metà rappresentata da pile e accumulatori portatili.

L’analisi. Il calo complessivo della raccolta è l’esito di tre fenomeni: innanzitutto, il calo dei consumi ha portato anche a un ripensamento della gestione dei propri rifiuti. Se fino a poco tempo fa non c’erano molti timori nel rinnovare il proprio parco elettrodomestici, adesso ci si fa qualche scrupolo in più, in particolar modo se gli apparecchi sono ancora funzionanti. In secondo luogo, si è assistito ad un incremento degli atti di sciacallaggio nei confronti dei rifiuti elettronici custoditi nei centri di raccolta. Veri e propri furti che non solamente impoveriscono i RAEE, ma comportano anche una grande dispersione nell’ambiente di sostanze nocive. Terzo: è aumentato il cosiddetto “circuito parallelo”. Ovvero, si sono affermati canali di raccolta e gestione dei rifiuti che non operano all’interno del sistema RAEE gestito dal Centro di coordinamento, quindi non hanno controlli sulle procedure di gestione degli stessi RAEE intercettati e sul rispetto delle norme. 

Il futuro. Per non vanificare gli sforzi fatti dai sistemi collettivi e per non far calare l’attenzione sull’ambiente, per Ecolight occorre ristabilire le regole. Spiega il direttore generale Dezio: «Innanzitutto ripensare al sistema multi consortile per farne uno strumento competitivo ed efficace nella sua azione. In secondo luogo, ristabilire le priorità: e la nostra priorità è l’ambiente. Quindi, al fine di tutelare l’ambiente, riaffermare le regole per assicurarsi che tutti gli operatori che vogliono giocare siano messi nelle medesime condizioni di operare, con le stesse opportunità ma soprattutto con gli stessi obblighi. Non certo ultimo, in un quadro definito e condiviso, serve dare impulso alla green economy: è un settore che può dare molto in termini di sviluppo, soprattutto in un momento di difficoltà. Questo anche in previsione della nuova direttiva europea che dovrebbe essere recepita dall’Italia entro febbraio del prossimo anno».

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©