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Rischio chiusura per il servizio di infomobilità regionale “Muoversi in Campania”


Rischio chiusura per il servizio di infomobilità regionale “Muoversi in Campania”
20/12/2011, 14:12

Primo marzo 2005: parte in Campania il primo servizio di infomobilità dedicato al settore dei trasporti. Una struttura all’avanguardia, nata nell’ambito dell’accordo quadro Aci-Regione Campania, che impiega una piattaforma informatica tra le più avanzate sul mercato europeo dell’infomobilità, per fornire notizie ed aggiornamenti, in tempo reale, non solo sulla viabilità stradale, ma anche sui collegamenti aerei, ferroviari e marittimi regionali.

Dopo sei anni di attività, la centrale operativa “Muoversi in Campania”, distintasi, in questo periodo, come best-practice pluripremiata a livello nazionale e internazionale (il servizio è stato, fra l’altro, inserito da EITO - Osservatorio Europeo sulle applicazioni di tecnologie telematiche - tra le 12 best practices in Europa), rischia di chiudere i battenti, in assenza, allo stato, del rifinanziamento da parte della Regione.


CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO.
“Muoversi in Campania” è un innovativo centro di raccolta, elaborazione, produzione e distribuzione multimediale di notizie riguardanti i vari aspetti della mobilità a livello regionale: dal traffico su strada, ai trasporti su ferro, aerei e via mare. Un sistema complesso, gestito dall’Arcss-Agenzia regionale per la sicurezza stradale, che si avvale di una pluralità di fonti di informazione: 53 telecamere per il monitoraggio continuo sui punti nevralgici della viabilità urbana ed extraurbana, e ben 44 collegamenti diretti con i diversi soggetti impegnati, a vario titolo, nel settore della mobilità (Polizie Municipali, ANAS, Gesac, Ferrovie, Autorità Portuali, Polizia Stradale, aziende di trasporto pubblico locale, ecc.).
Attivo tutti i giorni, il servizio fornisce continuamente bollettini (audio, video ed sms) aggiornati, utilizzando i diversi canali di distribuzione disponibili - internet, radio, tv, televideo e telefonia mobile – per un totale complessivo di oltre 200mila contatti quotidiani.
Particolarmente seguito è il collegamento in diretta su RAI TRE nel corso del programma televisivo “Buongiorno Regione”, in onda dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 7.30-8.00.

ALLARME CHIUSURA
Nonostante il servizio si sia affermato come un punto di riferimento imprescindibile per chi si sposta sul nostro territorio, oltre che costituire un significativo veicolo di promozione del trasporto pubblico, “Muoversi in Campania” rischia, dal prossimo anno, di non operare più. La Regione Campania, infatti, non ha ancora deliberato il modesto rifinanziamento (700mila euro) necessario per il proseguimento di un’attività che, in questi sei anni, ha riscosso prestigiosi riconoscimenti, tanto da essere onorata persino della visita di una delegazione cinese interessata ad organizzare un servizio analogo, in occasione delle Olimpiadi di Pechino del 2008.
E’ paradossale che mentre in altre regioni si stanno sviluppando centri analoghi, sulla scia della brillante esperienza campana, proprio nella nostra regione si paventa la cessazione del servizio che ha fatto scuola in Italia: il precursore dell’infomobilità regionale a 360 gradi.

SICUREZZA STRADALE, GRAVE RETROMARCIA
L’eventuale chiusura di “Muoversi in Campania” comporterebbe negative ripercussioni anche sul futuro dell’Arcss-Agenzia regionale per la sicurezza stradale che gestisce, oltre al servizio di infomobilità, anche il “Criss”, il primo centro di monitoraggio sull’incidentalità stradale, finanziato esclusivamente (ovvero, senza oneri per la Regione) dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con un importo di 1,6 milioni di euro, essendo risultato vincitore del bando di gara nazionale per l’assegnazione dei fondi previsti dal 2° programma di attuazione del Piano nazionale per la sicurezza stradale (PNSS). Tali risorse, però, saranno disponibili solo a consuntivo e, pertanto, se la Regione non riuscirà ad anticipare i costi per la prosecuzione e l’implementazione del Criss, rischierà di affossare anche quest’altro centro di eccellenza, perdendo, di conseguenza, i finanziamenti statali già assegnati. Si tratterebbe di una brusca e grave inversione di marcia sul fronte della sicurezza stradale che, proprio nell’ultimo anno, ha fatto registrare lusinghieri miglioramenti.
I tagli in questo settore, inoltre, sono tanto più gravi, non solo perché in gioco ci sono la salute e la stessa vita umana, ma anche in termini di “convenienza” economica: si pensi che per ogni euro speso in sicurezza stradale se ne risparmiano 20 di costi sociali. Come dire: un euro investito per ridurre gli incidenti frutta un utile sociale del 2.000%.

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di Redazione
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