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RISSA NELLA SEDE DI GIURISPRUDENZA A NAPOLI ECCO LE OPINIONI DEI POLITICI


RISSA NELLA SEDE DI GIURISPRUDENZA A NAPOLI ECCO LE OPINIONI DEI POLITICI
28/10/2008, 08:10

Nella mattinata del 27 ottobre 2008, "l'Assemblea di Giurisprudenza", movimento trasversale di studio sulla riforma Tremonti-Gelmini, si è riunita in consesso nell'atrio del primo piano della facoltà in Via porta di massa per una riunione aperta al pubblico. Nel corso dell'assemblea gli studenti di "Azione Studentesca" hanno disturbato il normale svolgimento, volantinando materiale proprio, e sono stati invitati civilmente a non interrompere il dibattito e a partecipare alla discussione aperta e pubblica. Quando però alle provocazioni ed agli interventi discutibili si sono sommati gli schiaffi dati ad uno studente dell'assemblea, la moderatrice ha ritenuto utile spostare la riunione in un' aula più capiente. Il Prof. Massimo Villone, docente di Diritto Costituzionale, ha concesso, con il permesso del Preside di Facoltà Prof. Scudiero, l'utilizzo dell' aula, garantendo per i corsisti la possibilità di seguire la lezione on line. La moderazione dell'assemblea ripristinata prevedeva interventi della durata di tre minuti cadauno: grazie a ciò anche gli studenti di Azione Studentesca e di Forza Nuova hanno potuto confrontarsi con l'Assemblea; ciò nonostante, dopo il loro intervento hanno impedito, con interruzioni di vario genere, la prosecuzione ordinata e civile del confronto e sono stati, per questo, invitati ad uscire all'unanimità da tutti gli altri quattrocento componenti dell'Assemblea. Uno degli appartenenti alle fazioni di estrema destra, innervosito dal coro unanime avverso, è salito sulla cattedra ed ha cominciato a sferrare calci all'altezza del volto della moderatrice, mentre qualche altro appartenente alle suddette sigle le calava i pantaloni. Nel parapiglia scatenato dal gesto una ragazza componente dell'assemblea è stata insultata come "sporca

 

puttana di sinistra", mentre qualcun'altro le ha tirato meschinamente i capelli. Un altro ragazzo, nell' atto di dividere, è stato colpito alla testa, ed è uscito sanguinante dall' aula. Il resoconto dell' aggressione

 

gratuita è stato nel complesso di vari feriti e contusi. Nessun membro di Azione Universitaria o delle altre sigle affini ha riportato danni.

 

Successivamente è intervenuta la polizia per constatare ciò che era accaduto e tutto è proseguito senza disordini fino all'arrivo dell'intero movimento studentesco napoletano, composto da tutte le facoltà napoletane e dagli studenti medi, giunti nei pressi della Facoltà di Giurisprudenza per solidarizzare con i componenti dell' Assemblea aggrediti, e per ribadire un netto "no" all'utilizzo dei metodi violenti utilizzati dagli aggressori. Successivamente l'assemblea è proseguita nell' aula attigua, senza ulteriori disturbi.

 

Slogan tradotti in tutte le lingue insegnate all'Orientale, e appesi ai balconi della sede di piazza S. Domenico: sono il simbolo dell'estensione della protesta anche alla Facoltà di Lingue dell'Orientale, che finora aveva partecipato marginalmente alle contestazioni nonostante gli studenti abbiano occupato la sede storica di Palazzo Giusto dal 22 ottobre.
Questa mattina il centro delle proteste degli studenti dell'Orientale si è spostato infatti a piazza S. Domenico per sottolineare le conseguenze che i tagli previsti dalla legge 133/08 produrranno sulla Facoltà più rinomata dell'Ateneo. Perché a rischio di soppressione saranno tutti i corsi a bassa frequenza, come quelli delle lingue straniere meno diffuse: un duro colpo per un Ateneo che sin dalla sua nascita ha investito tanto nella sua natura multiculturale e multilinguistica. I tagli incideranno in modo drastico anche sugli investimenti in materiale didattico e informativo, nonchè sul patrimonio bibliotecario e sugli archivi di consultazione indispensabili per la ricerca.
Anche oggi la giornata delle iniziative messe in atto dagli studenti dell'Orientale occupata è cominciata alle 10 con due lezioni all'aperto: una di ebraico a piazza S. Domenico e una di analisi della comunicazione politica a largo S. Giovanni Maggiore, tenuta dalla prof.ssa Annamaria Valentino davanti alla sede di palazzo Giusso.
Alle 11 invece la mobilitazione si è concentrata in piazza S. Domenico, dove dopo una serie di performance teatrali e musicali sono stati appesi ai balconi della facciata di Palazzo Corigliano gli striscioni con gli slogan di protesta tradotti nelle diverse lingue. Striscioni che vanno ad aggiungersi alle decine di scatole di cartone con scritte multilingue che da sabato colorano il centro storico.
Subito dopo è stato letto un documento, inviato questa mattina al Rettore, in cui gli studenti propongono di rispondere con concrete sperimentazioni ai modelli di formazione prefigurati dalle ultime leggi. Gli studenti dell'Orientale Occupata propongono di:
- istituire uno spazio di confronto e analisi  permanente anche a Palazzo Corigliano;
-bloccare la didattica in tutte le sedi dell'Ateneo;
-continuare ad organizzare lezioni in piazza, promosse da studenti e docenti;
-aprire le biblioteche di Palazzo Corigliano tutti i giorni fino alle 22, costituendo gruppi misti di docenti, studenti e personale ATA che collaborino nella gestione e tutela del patrimonio bibliotecario.
 
La mattinata si è conclusa con un corteo che da piazza S. Domenico ha visto gli studenti dell'Orientale dirigersi, insieme ad un nutrito numero di Architettura, Lettere e Sociologia della Federico II, verso un'assemblea alla Facoltà di Giurisprudenza a via Marina.
Come ogni giorno invece, lo spazio riservato all'assemblea organizzativa e propositiva all'interno dell'Orientale occupata, aperta a tutti gli interessati, è alle 15 a palazzo Giusto.
 
L'appuntamento per il 28, insieme a tutte le altre realtà studentesche mobilitate, è alle 10 su via Mezzocannone, quando l'intera strada in tutta la sua lunghezza sarà riempita per tutta la mattinata da lezioni all'aperto organizzate da studenti e docenti universitari e medi.

"Purtroppo gli episodi di violenza verificatesi questa mattina, presso la facoltà di Giurisprudenza a Napoli dimostrano che l'allarme sull'ordine pubblico e sul rispetto delle regole democratiche lanciato dal Presidente del Consiglio in relazione al dilagare di una protesta studentesca almeno in parte etrodiretta, era fondato. – queste le parole dell'on. Luigi Bobbio, presidente provinciale di AN - Questi giovanotti protestano e si stanno organizzando con metodi violenti e sovversivi secondo uno stile purtroppo ben noto. La stessa confusione circa gli scopi ed i contenuti della protesta sta a dimostrare che, in realtà, quello che si sta cercando è la prova di forza. D'altro canto non potrebbe essere diversamente visto che chi oggi manifesta, occupa scuole ed università e scatena cacce all'uomo sta difendendo l'indifendibile rappresentato da una Università che, così come è oggi, rappresenta un pessimo modello dal punto di vista dei contenuti scientifici e culturali e della capacità di gestione delle risorse. La gravità degli episodi di violenza verificatesi questa mattina è acuita dal fatto che un professore della Facoltà abbia consegnato, quasi fosse cosa sua, un'aula universitaria a persone estranee alla Facoltà sottraendola, di fatto, alla didattica ed affidandola, come poi è accaduto, alla violenza ed alla prevaricazione. Se la presunta " extraterritorialità" delle Università e delle scuole deve diventare una scorciatoia per l'affermazione di metodi violenti ed antidemocratici, è arrivato il momento di ripensarla profondamente. Non vogliamo più situazioni come quella dell'Istituto Orientale a Napoli dove, non solo non è consentito un pensiero non di sinistra ma dove ormai non si entra se almeno non ci si camuffa da comunista duro e puro. Pretendiamo dal Rettore un intervento immediato e risoluto anche nei confronti di un corpo docente in troppi casi lassista se non istigatore. Credevamo che fossero ormai alle nostre spalle i metodi antidemocratici del comunismo ed il medio evo. Sembra che così non sia. Lo Stato ed il Governo, in particolare, devono riaffermare la loro autorità subito prima che sia troppo tardi. Protestare, manifestare, dissentire sono diritti che noi stessi difenderemo fino alla morte ma ciò comporta, la democrazia comporta, che vengano difesi fino all'ultimo anche il diritto di dissentire dal dissenso, il diritto di studiare quando altri non vogliono farlo, il diritto di circolare liberamente, per chi ne è parte, dentro e fuori i luoghi della cultura senza che un tanghero vestito da delinquente in nome di cose che solitamente neanche capisce possa impedirlo. Tempo fa qualcuno, dotato di grande capacità di analisi, a proposito di violenze negli stadi, li descriveva come i moderni luoghi del medioevale diritto di asilo ossia quei luoghi dove i criminali si rifugiavano senza che l'Autorità li potesse raggiungere. Siamo ancora in tempo per impedire che a questi moderni luoghi di asilo si aggiungano università e scuole." 

 

 

 

"L'aggressione subita oggi dal nostro dirigente nazionale di Azione Universitaria, Giancarlo Argo, e dal Presidente Provinciale di Azione Universitaria, Giuseppe Sartore, da parte dei collettivi di estrema sinistra nel corso di un'assemblea presso la Facoltà di Giurisprudenza, e la successiva caccia all'uomo ai danni degli studenti universitari di destra che si è scatenata durante la mattinata, va condannata senza mezzi termini da tutte le forze politiche della città e dalle massime autorità dell'Università di Napoli – lo afferma Alessandro Sansoni, presidente provinciale di Azione Giovani e responsabile Cultura ed Università della Federazione di An.
L'episodio di stamattina testimonia l'atteggiamento violento ed antidemocratico che ispira i promotori della protesta contro la riforma Gelmini. Essi, evidentemente, non tollerano coloro che non sono d'accordo con le loro posizioni e che vogliono dare voce alla stragrande maggioranza degli studenti che, invece, condivide l'operato del Ministro della Pubblica Istruzione e desiderano solo di poter continuare a studiare in pace. Pertanto, chiediamo con forza al Rettore dell'Università Federico II di Napoli, ai Presidi delle varie Facoltà ed al Prefetto che non si ripetano più simili prepotenze, le quali, per altro, non sono isolate o legate all'attuale situazione. Infatti in alcune facoltà della Federico II, come Lettere e Filosofia e nell'Istituto Universitario Orientale, da anni i giovani militanti di destra sono sottoposti ad aggressioni ingiustificati da parte di gruppi dell'estrema sinistra E' giunto il momento – conclude Sansoni - di isolare i violenti e tutti coloro che non sono in grado di partecipare con equilibrio alla dialettica democratica del paese. ." 

 

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di Redazione
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