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Russo (confcommercio): “Gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno sono scesi in otto anni dal 41,2% al 33,5%"


Russo (confcommercio): “Gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno sono scesi in otto anni dal 41,2% al 33,5%'
22/11/2011, 12:11

NAPOLI – “Gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno sono scesi in otto anni dal 41,2% al 33,5%, nonostante i Documenti di Programmazione Economica e Finanziaria prevedessero il contrario. Il Meridione non chiede nulla di più di quanto gli spetta, perché il riequilibrio territoriale è uno dei principi di fondo dell’Unione Europea e il rilancio del Sud è nell’interesse dell’intero Paese”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio Napoli Pietro Russo nel corso del Road Show “Anzitutto l’Italia” promosso dalla Confcommercio nazionale, in corso di svolgimento oggi presso la Camera di Commercio del capoluogo partenopeo.

“Le piccole e medie imprese – ha continuato il presidente di Confcommercio Napoli - sono la vera e unica occasione di sviluppo nei prossimi anni: esse rappresentano il 95% del PIL del settore privato. Sono quindi necessarie misure che ci mettano in grado di competere con le economie regionali e nazionali dotate di un contesto più favorevole all’imprenditoria. Sono tanti i provvedimenti ipotizzabili per un rilancio dell’imprenditoria: è necessario che il cofinanziamento statale e regionale dei Fondi Europei non venga più calcolato nel Patto di Stabilità, in quanto questi rappresentano spese di investimento per lo sviluppo. E’ fondamentale poi che le “zone a burocrazia zero” previste dalla Legge di Stabilità diventino rapidamente operative”.

Nel corso del suo intervento, Russo ha proposto la realizzazione di un ponte per l’area del Mediterraneo. “Per la sua posizione e la sua dotazione infrastrutturale, Napoli può essere la porta verso il Nord Africa ed il Medio Oriente, promettenti aree di espansione dell’export. Occorre accelerare gli investimenti per modernizzare le attrezzature portuali e le infrastrutture a terra e mettere in atto un programma di rafforzamento degli scambi commerciali e delle relazioni con i Paesi dell’area”.

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di Redazione
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