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Coinvolti duemila docenti e 115 istituti solo a Roma

Scuola: i cobas in protesta bloccano gli scrutini


Scuola: i cobas in protesta bloccano gli scrutini
14/06/2010, 17:06

ROMA - I cobas si preparano ad una dura opera di contestazione nei confronti del governo a causa dei nuovi tagli previsti per la scuola pubblica. Oggi, nella capitale, è stata organizzata una manifestazione-rappresentazione proprio davanti al Ministero dell’Istruzione. Messa in scena anche una breve rappresentazione teatrale dal titolo “il buco nero”: un gruppo di docenti entravano all’interno di una tenda di colore nero per poi uscirne, dopo qualche istante, travestiti da fantasmi privi identità poiché coperti in viso da una maschera bianca.
Il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi ha spiegato che si è trattato di “un modo per rappresentare i 40 mila precari della scuola che scompariranno”. Ad affiancare la manifestazione un poderoso sciopero degli scrutini che, solo a Roma, ha coinvolto 115 istituiti e, in 50 di questi, causato il blocco totale delle attività (per gli altri lo stallo ha interessato dal 30 all’80% delle riunioni programmate).
A tal proposito, il dirigente scolastico dell'Istituto tecnico industriale Fermi Monica Nanetti, ha precisato che “Oggi è tutto fermo e probabilmente lo sarà anche domani . Abbiamo riprogrammato gli scrutini saltati per venerdì e sabato prossimo, ma dovremo far slittare l'uscita dei quadri al pomeriggio del 23 giugno”. Per il sindacato saranno duemila gli scrutini che, solo nel Lazio, subiranno un blocco tra oggi e domani. Roma sarà la città probabilmente più colpita dallo sciopero, con un migliaio di scrutini fermi anche se, le classi quinte delle superiori, non saranno interessate dalla protesta. Sempre secondo le previsioni dei sindacalisti, saranno circa due migliaia i docenti che aderiranno alla poderosa protesta e, parte di loro, parteciperà alla cassa comune per rimborsare la decurtazione di stipendio prevista in caso di braccia incrociate.
In una nota i Cobas precisano che, a garantire numeri così elevati nell’adesione allo sciopero, ha contribuito in larghissima parte “la presa di coscienza da parte di docenti ed Ata che la scuola, già impoverita e umiliata da tutti i governi dell'ultimo quindicennio, è destinata a pagare la crisi più di tutti”. Tutto ciò perché “ai 41 mila posti di lavoro cancellati e all'espulsione in massa dei precari già messa in conto da Crudelia Tremont, si è sommata una Finanziaria-massacro che provoca per docenti ed Ata una perdita economica senza precedenti”.
La nota poi continua palesando quelle che sono le rivendicazioni della protesta:"si cancellino i 41 mila tagli e la Finanziaria-massacro, il blocco degli scatti "di anzianità" e dei contratti, il furto delle liquidazioni e l'allungamento dell'età pensionabile, in particolare a 65 anni per le donne. E reclamano l'assunzione a tempo indeterminato dei precari/e, massicci investimenti nella scuola pubblica per il funzionamento degli istituti, l'annullamento della "riforma" delle superiori, la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea”.
E il governo? Come risponde? Secondo il ministero si sono riscontrati solo “casi isolatissimi” che non hanno intaccato significativamente il normale svolgimento dell’attività didattica. Tuttavia, come racconta anche la preside del Pasteur Daniela Scocciolini su “La Repubblica”:"Su quattro scrutini programmati, questa mattina ne sono saltati tre”. Del resto non si fa difficoltà a reputare veritiere simili cifre dato che, per far saltare un consiglio, basta un solo professore-disertore.
Ancora più massiccia l’adesione riscontrata all’istituto tecnico G.Galilei all’interno del quale, come conferma il dirigente scolastico Eugenio Leone:"Questa mattina su otto scrutini ne abbiamo fatti solo due. Se il ritmo sarà questo anche oggi pomeriggio e domani, dovremo far slittare l'uscita dei quadri dal 21 al 24 giugno”.

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di Germano Milite
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