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SCUOLA: LA GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA STANZIA 300 MILIONI


SCUOLA: LA GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA STANZIA 300 MILIONI
29/08/2008, 08:08

La Giunta regionale della Campania ha approvato oggi due importanti delibere sulla scuola, i cui contenuti sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenuta dal presidente Antonio Bassolino e dall’assessore all’Istruzione Corrado Gabriele.

Alla conferenza erano presenti gli assessori provinciale e comunale all’Istruzione Angela Cortese e Gioia Rispoli, il direttore scolastico regionale Alberto Bottino e Cesare Moreno, del coordinamento di Chance.
 
Il presidente bassolino si è detto entusiasta ed ha dichiarato: "Abbiamo appena approvato due importanti delibere riguardanti la scuola.  
Tema che in questi giorni, a volte anche in modo acceso, è ritornato al centro del dibattito politico e di quello pubblico. Ed è un bene. La scuola è stata la grande assente, a destra come a sinistra, della campagna elettorale. Ed è stato un male. Perché un Paese che non si interroga e non opera per migliorare la propria scuola è un Paese che rinuncia al futuro. Da più parti sono stati sottolineati i limiti e le problematiche del sistema scolastico nazionale. Un sistema che, per usare una significativa espressione di Ernesto Galli Della Loggia, rischia di diventare sempre più una “gigantesca macchina senz’anima”, senza una precisa mission culturale, sociale e formativa cui adempiere fino in fondo. Anche i dati di recenti indagini (ad esempio Ocse o lo studio di Bankitalia) confermano che la scuola italiana soffre di un grave deficit di qualità e di competitività rispetto a diverse altre realtà europee, malgrado lo sforzo ed il grande lavoro di tanti insegnanti. In altre parole, i nostri studenti percorrono il proprio cursus studiorum con maggiore difficoltà rispetto ai loro coetanei stranieri e poi, quando si trovano sul mercato, sono meno preparati e meno competitivi. Sono problemi gravi, che non scopriamo certo oggi, e la cui causa principale è da ricercare nella fase di difficoltà generale che sta attraversando il sistema-Italia.
 
La scuola infatti è sempre lo specchio di un Paese perché chiama in causa la sua identità, il suo modo di stare nel mondo di oggi, il rapporto che instaura con la parte più vitale e preziosa della società, i giovani.
 
Questo vale soprattutto per diverse aree del Mezzogiorno, dove gli insegnanti, gli alunni, i genitori, il personale scolastico, devono affrontare ogni giorno maggiori difficoltà rispetto a chi vive, per esempio, nelle regioni del centro-nord.
 
Problematiche non certo dovute all’impreparazione degli insegnanti, ma ad una questione più complessa, fatta di strutture e di difficoltà di contesto, di servizi.
 
Ecco perché occorre restituire alla scuola il ruolo che le compete e costruire, insieme, una nuova missione della scuola nell’Italia di oggi, del 2008. E’ compito del governo nazionale, del parlamento, delle istituzioni locali a tutti i livelli.
 
E proprio su questo fronte il Mezzogiorno può e deve giocare un ruolo da protagonista. Perché nei nostri territori si concentrano tantissimi giovani, i primi veri protagonisti della scuola.  E soprattutto perché in tanti territori del Sud dove ci sono forti difficoltà, disagio sociale, carenza delle istituzioni, la scuola gioca un ruolo fondamentale di presidio di legalità.
 
In tanti e tanti comuni la scuola, insieme alle parrocchie e al lavoro di tanti insegnanti sono un segno tangibile della presenza dello Stato, un punto di riferimento di chi lavora per il futuro dei giovani e della propria comunità, opponendosi all’indifferenza, al disagio economico-sociale, alla criminalità.
 
E non è un caso se spesso leggiamo nelle cronache di scuole bruciate o vandalizzate. Legalità, futuro, solidarietà e inclusione. Sono le questioni chiave a cui dobbiamo ispirarci quando pensiamo a come ridare un’anima al sistema scolastico.
 
Con questa consapevolezza, con le due delibere approvate oggi, rafforziamo il nostro concreto impegno volto a rendere migliori le nostre scuole, potenziando le strutture scolastiche, offrendo nuove opportunità di crescita culturale e civile agli studenti e agli insegnanti.
 
In particolare, con la prima delibera, investiamo 300 milioni di euro, di cui 200 milioni dei nostri fondi europei e 100 del fondo per le aree sottosviluppate, in un grande programma di edilizia scolastica, per il potenziamento e la riqualificazione delle strutture didattiche.
 
Risorse significative a disposizione dei comuni e delle province che presenteranno i relativi progetti entro la fine dell’anno. Investiamo, per la prima volta, fondi europei sulla scuola. A conferma del fatto che per noi la scuola è un autentico volano per lo sviluppo, al pari delle grandi infrastrutture e degli investimenti a favore delle imprese.
 
Con la seconda delibera rafforziamo ed estendiamo l’importante esperienza di Chance. Come sapete, dal gennaio 2007 è diventato una vera e propria scuola sperimentale per il recupero della dispersione scolastica e l’inclusione sociale. Il suo status non è più soltanto quello di un progetto ma di una vera e propria istituzione scolastica. E’ la prima volta che avviene in Italia. Chance è ormai diventato un modello di riferimento, adottato in tante città del nostro Paese.
 
Oggi Chance, con 9 classi, opera a Napoli e precisamente a Soccavo, nei Quartieri Spagnoli e a S. Giovanni - Ponticelli. Con la delibera di oggi estendiamo e rafforziamo questa importantissima esperienza. Con un investimento di 1 milione e mezzo di euro, di fondi regionali, i maestri di strada opereranno, oltre che a Napoli, a Castellammare, a Caivano Parco Verde e a Pozzuoli Rione Toiano.
 
In questo modo raddoppiamo i numeri di Chance: gli attuali 50 operatori diventano 100; le classi passano da 9 a 15 e il numero di ragazzi che saranno recuperati alla scuola dell’obbligo attraverso il supporto didattico e socio psicologico passa da 150 a 300.

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di Redazione
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