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Ma la Gelmini insiste: "Sono state fatte ancora più classi"

Scuola: oltre 150 mila bambini non accederanno al "tempo lungo"


Scuola: oltre 150 mila bambini non accederanno al 'tempo lungo'
08/06/2010, 10:06

ROMA - Il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini continua a vantarsi: "Aumenta il tempo pieno nella scuola italiana: nel prossimo anno scolastico saranno attivate 782 classi a tempo pieno in più, per un totale di 37.275 classi. E per il secondo anno consecutivo aumentano gli alunni che potranno usufruire di questo quadro orario". Vero, ma si tratta di classi successive alla prima elementare, dove invece il tempo pieno scende. SI stima che in tutta Italia oltre 150 mila bambini non potranno frequentare le elementari con il modulo da 40 ore, dovendosi accontentare di quelli a tempo ridotto. Questo per i tagli imposti da Tremonti, sia alle scuole, ma anche ai tagli id personale. Infatti bisogna ricordare che a settembre partira la terza tranche del taglio di 80 mila insegnanti iniziata nel 2008 e quindi ci saranno 25-30 mila docenti in meno rispetto a quest'anno.
Ma è una protesta che avviene ovunque: a Milano ci saranno 3000 bambini che non potranno accedere al tempo lungo; a Roma 4000; a Firenze il Comune pensa ad una servizio di "custodia post-scuola" per ovviare al problema, ma servirebbero 300 mila euro; a Bologna i genitori hanno cominciato le proteste sin da adesso.
E qua stiamo parlando del centro-Nord, dove la situazione è comunque migliore e le disponibilità maggiori. Ma al sud è peggio. A Catania, per esempio solo all'istituto Parini ci sono 77 richieste per la prima elementare, cosa che richiederebbe la costituzione di tre classi a tempo pieno; da un iniziale "no" del Ministero, il preside è riuscito ad ottenere una sola classe. Sicchè i due terzi dei bambini non avranno questa possibilità. In tutta Palermo ci saranno solo 9 (dicesi nove) prima classi a tempo pieno, poco più di duecento bambini. E gli altri? Si arrangeranno, secondo il governo. I loro dati statistici dicono il contrario e quindi la realtà dei fatti non conta.

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di Antonio Rispoli
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