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SCUOLA: RISCHIO ESTINZIONE PER L'ISTRUZIONE DEI PICCOLI COMUNI


SCUOLA: RISCHIO ESTINZIONE PER L'ISTRUZIONE DEI PICCOLI COMUNI
01/09/2008, 09:09

“Vento del Sud lancia l’allarme sul rischio chiusura dei piccoli istituti scolastici dei Comuni della nostra montagna. A seguito della notizia dei tagli alla scuola previsti da un recente  Decreto discusso in Parlamento, la tenuta dell’intero sistema scolastico italiano potrebbe essere cancellato con oltre 87.000 cattedre in meno che andranno a diminuire l’attuale rapporto docenti /alunni, penalizzando gli enti montani e le piccole realtà disagiate. La scuola in montagna rappresenta un baluardo per la cultura del luogo, un sostegno alla rete di relazioni, un appoggio insostituibile per la micro economia, la ragione di permanenza in zona disgraziate di molte famiglie che altrimenti sarebbero costrette a trasferirsi altrove, abbandonando la montagna.  Dei 4.395 comuni disagiati che ci saranno in Italia nel 2016, secondo un recente studio, ben 1.650 sono destinati a diventare vere e proprie  Città fantasma, cioè a rischio di estinzione, vista la difficoltà a raggiungere la soglia minima di sopravvivenza nelle diverse categorie demografiche, sociali, economiche e di servizi. In questi piccoli Paesi si registrano numerosi dati negativi: vi lavora il 2,1% degli addetti commerciali, si registrano il doppio delle pensioni di invalidità rispetto alla media nazionale, è sporadica l’opportunità turistica. Vi è infine carenza di presidi sanitari, ma anche del sistema scolastico, sia in termini di studenti che di scuole. Questo provvedimento taglia-scuole del Governo Berlusconi è grave poiché potrebbe colpire in primo luogo i bambini. I tagli alla scuola, infatti, con l’ultimo provvedimento, il DL 112 convertito in L 133, colpiranno in modo particolare le scuole elementari e materne dei piccoli comuni e le conseguenze si cominceranno a vedere dall’anno scolastico 2009-2010. Nelle zone di montagna e negli altri comuni d’Italia, quando non ci sarà più la scuola elementare, i bambini saranno costretti ad alzarsi molto presto la mattina ed andare a scuola a molti chilometri di distanza con il bus o accompagnati in auto da genitori. Se consideriamo che il Governo ha ulteriormente ridotto i fondi a disposizione dei comuni, il costo dei bus dovranno accollarselo i genitori insieme agli aumenti dei costi del materiale scolastico che già colpiscono tutte le famiglie. In Italia i comuni sotto i 5000 abitanti rappresentano il 72% dei comuni italiani e sono quelli che rischiano di chiudere per effetto dei tagli dell’organico già previsti dallo scorso Governo Prodi. Vento del Sud chiede al Governo che per queste realtà vengano applicati specifici criteri di calcolo del rapporto alunni per classe e degli organici del personale che tengano conto delle situazioni territoriali, poiché il tutto avrebbe come conseguenza un disagio sociale e culturale con conseguenze gravi anche sulla qualità dell'insegnamento. Quando poi si penalizzano le zone di montagna e con esse tutta l’Italia dei piccoli comuni si fa anche un grave danno ambientale perché si invita di fatto allo spopolamento di determinate aree territoriali”.

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di Redazione
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