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Scuola Sbordone: la microfisica della vendetta


Scuola Sbordone: la microfisica della vendetta
28/01/2011, 16:01

Comunicato stampa degli Studenti Autorganizzati Campani "Martedi 26 gennaio 15 studenti dell’Istituto Superiore Statale “Francesco Sbordone” di Capodimonte sono stati sospesi dai 16 ai 21 giorni per l’occupazione del loro istituto. Sono stati infatti accusati di essere entrati violentemente il 25 novembre scorso, armati di fumogeni ed aver vandalizzato l’istituto. Il provvedimento non si limita ad una sospensione, infatti, i ragazzi una volta ritornati a scuola dovranno pagare 200 euro a persona per i danni e seguire un corso sulla legalità. Non è certo la prima volta che viene utilizzata una linea repressiva così dura all’interno degli istituti scolastici nei confronti di chi lotta in prima linea contro lo smantellamento dell’istruzione pubblica. Solo qualche settimana fa, infatti, sono arrivate decine di denuncie agli studenti medi milanesi “colpevoli” di aver occupato le loro scuole per protestare contro la Legge Gelmini (mediante la quale, perfettamente in linea con le direttive del Processo di Bologna, si è sferrato l’ultimo attacco all’istruzione pubblica e quindi al nostro diritto allo studio!). Non meno grave riteniamo il provvedimento preso l’altro ieri sempre in sede di Consiglio d’Istituto che ha approvato l’utilizzo di un servizio di sicurezza privato che graverà sul bilancio dell’Istituto ed anche sulle tasche dei genitori che saranno costretti a versare altri 20 euro a testa (!); Un provvedimento che, alla luce dei continui tagli all’istruzione pubblica, sembra davvero andare contro tutte quelle lotte portate avanti dagli studenti negli scorsi mesi. Sembra infatti assurdo che l’ Istituto Superiore Statale “Francesco Sbordone” dovrà utilizzare gli ultimi avanzi di cassa ed attingere dalle tasche dei genitori per pagare i 6.000€ mensili per la vigilanza, rendendo di fatto l’istituto una scuola-carcere! Anche stavolta, come già è accaduto continuamente in passato, assistiamo alla criminalizzazione di chi lotta per far valere i proprio diritti, per difendere il proprio diritto allo studio, per non farsi strappare la possibilità di avere un futuro quanto meno dignitoso. Consci dei perché di tali misure repressive ribadiamo ancora una volta che non sarà la loro repressione a fermare le lotte sociali, che mai come in questo periodo stanno divampando in tutto il mondo!"

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di redazione
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