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A Palermo continua la dura protesta contro la riforma

Scuola, sesto giorno di sciopero della fame per i precari


Scuola, sesto giorno di sciopero della fame per i precari
23/08/2010, 18:08

PALERMO - Sono orami sei giorni che, alcuni precari siciliani, presidiano l'ex provveditorato agli studi di Palermo; in via Praga. Motivo della protesta, portata avanti con un serrato sciopero della fame, sono ancora una volta i tagli al personale decisi da Mariastella Gelimini e Giulio Tremonti.
Tagli che, come si legge su La Repubblica, costerebbero solo nella provincia di Palermo 700 cattedre comuni, 300 posti del personale Ata e 200 per gli insegnanti di sostegno.
Proprio ieri, Pietro di Grusa, uno degli operai che da una settimana digiunano per protesta, è stato colto da malore ed è stato ricoverato all'ospedale di Villa Sofia. Ripresosi e messo in allerta dai medici a causa della sua cardiopatia, di Grusa ha comunque deciso di raggiungere nuovamente i compagni per continuare lo sciopero della fame.
Intanto, per il prossimo giovedì, il coordinamento dei precari della scuola ha organizzato una manifestazione in piazza Politeama. Ad affiancarlo ci sarà anche il Partito Democratico che, in una nota firmata dai membri della dirigenza provinciale, ha osservato:"Non c’è nessuna riforma della scuola ma solo una lunga serie di tagli che impoveriscono l’offerta formativa dei bambini e degli adolescenti, cancellano servizi alle famiglie, causano il licenziamento dei lavoratori e privano di futuro il Paese".
"La Sicilia è la terra più colpita -
si legge ancora nel comunicato -. A fronte di oltre 100 mila stabilizzazioni previste dal governo Prodi nella scuola, l’asse Berlusconi-Tremonti-Bossi, in stretta collaborazione col ministro Gelmini, si rivela ancora una volta il più grande nemico dello sviluppo della nostra terra".
In conclusione, quindi, viene chiesto "al presidente Lombardo di farsi portavoce di una veemente protesta contro l’ennesimo furto di speranza perpetrato ai danni del popolo siciliano e di adoperarsi in ogni modo per modificare l’attuale insostenibile situazione".

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di Redazione
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