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Sedi Inps in Campania, occupate dai lavoratori in agitazione


Sedi Inps in Campania, occupate dai lavoratori in agitazione
02/10/2013, 15:44

NAPOLI - I lavoratori della direzione metropolitana Inps di Napoli, in lotta ormai già da giovedì 26 settembre, denunciano l'ennesimo attacco ai propri salari.
A distanza di circa un anno da quando il decreto stabilità metteva in serio pericolo l’incentivo speciale previsto dall’art. 18 della L88/89 e la lotta dei lavoratori dell’INPS riusciva a strappare come risultato che il ricorso a tali fondi fosse subordinato all’effettuazione di tutta una serie di tagli e riduzioni di spese di gestione (consulenze, esternalizzazioni, appalti, fitti di locali ecc.), la Ragioneria dello Stato eccepisce la mancata realizzazione di queste voci di risparmio e individua nel salario dei lavoratori l’unica fonte da cui attingere le risorse. I lavoratori sottolineano che il ripetersi degli attacchi ai loro salari, pur se da soggetti formalmente diversi, mette in luce la volontà di colpire l’ente attraverso i suoi dipendenti.
Come prima contraddizione si fa notare che i lavoratori vengono chiamati a pagare per l’incapacità (o la mancata volontà) di effettuare una politica di risparmi, perpetrando sprechi su consulenze ed esternalizzazioni o non attuando i dovuti passi per la unificazione con INPDAP e ENPALS, né provvedendo a un serio ripensamento ed adeguamento delle posizioni organizzative e riduzioni degli straordinari , l’uno e l’altro strumenti di consolidamento della rete clientelare. Ciò evidenzia la pervicace ostinazione a voler distruggere le fondamenta dello Stato sociale, indebolendo gli enti locali e territoriali, la sanità e la previdenza pubblica. Si ribadisce l’impegno a non accettare supinamente questo gioco al massacro, anzi, la memoria delle agitazioni di un anno fa, ci inducono ad innalzare ed allargare il livello di scontro. Impegnano da subito i rappresentanti sindacali aziendali a farsi portavoce nei confronti delle strutture territoriali non solo di categoria ma confederali e di quelle centrali al fine di porre in discussione e combattere l’obbiettivo strategico neoliberista di distruggere la Previdenza sociale.
La pretestuosità con cui l’alta burocrazia, l’ampiezza dell’attacco rivolto non solo ai lavoratori dell’Istituto, ma, per loro tramite a tutti i cittadini e l’esasperazione cui ci hanno condotto anni di politiche di impoverimento ci fanno sentire legittimati a forme di protesta più drastiche e incisive di quelle fino ad oggi realizzate, nonché il blocco totale della produzione e di conseguenza la mancata erogazione dei servizi.

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di Redazione
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