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Strazzullo (Uiltucs): “Subito una legge regionale sul commercio”


Strazzullo (Uiltucs): “Subito una legge regionale sul commercio”
18/12/2012, 17:01

Presentati dalla Uiltucs Campania i dati allarmanti sull’occupazione e sui licenziamenti nella grande distribuzione e nel settore del commercio in generale. Dati preoccupanti che spingono a chiedere con forza il varo di una Legge regionale sul Commercio e di mettere in condizioni le grandi sigle di non lasciare il territorio campano.  “Abbiamo presentato – spiega Rino Strazzullo, segretario generale della Uiltucs,  - i dati allarmanti sui licenziamenti e la messa in cassa integrazione di oltre 2000 lavoratori in questi ultimi anni. Chiediamo con forza che venga varata una nuova legge regionale sul commercio che eviti chiusure indiscriminate e altre situazioni che penalizzano il nostro territorio. Inoltre chiediamo maggiore sicurezza e miglioramento dei trasporti in Campania per evitare che le grandi sigle nazionali scappino dalle nostre città”
 
Ecco i dati stilati dalla Uiltucs
Per quanto concerne il commercio nell’ultimo anno lo stato di crisi si è profondamente allargato andando a colpire anche il settore della grande distribuzione che fino a qualche anno fa si riteneva una roccaforte che poteva reggere anche ai momenti di crisi più forti.
Nello specifico il settore auto si è reso protagonista di un tracollo in termini di vendita e quindi occupazionali che non ha precedenti dal dopoguerra ad oggi: dei grandi gruppi operanti in Campania come Russo Auto, Miranda Cars e Kennedy center che sino al 2010 occupavano in totale più di 200 addetti, ad oggi non arriva a 120, tutti coinvolti da ammortizzatori sociali e nell’ordine con contratto di solidarietà, mobilità e cassa integrazione in deroga.
La grande distribuzione, con Ikea in primo piano, che ad oggi occupa in Campania circa 550 lavoratori, ben lontana dai quasi 800 dei tempi d’oro, non ha confermato durante l’anno nemmeno uno dei contratti a tempo determinato in scadenza e ha ridotto all’osso gli stagionali e i ‘week-endisti’.
Per non parlare di Carrefour, un marchio storico che sta lentamente abbandonando il Sud e nei suoi due punti vendita di Marcianise e Pontecagnano ha avviato, per quest’ultimo, la cassa integrazione straordinaria, e la mobilità per il primo.
Leroy Merlin che con i suoi tre punti vendita occupa circa 280 addetti, ha registrato cali di vendita per il 20% circa, aprendo scenari critici che hanno rallentato in maniera decisiva il progetto di espansione dell’azienda. Anche il settore alimentare ha registrato uno stop decisivo, e si sottolineano i casi di Sunrise supermercati e Md che nel totale impiegano più di 600 unità e che ad oggi vedono in cassa integrazione o in mobilità circa 200 lavoratori.
Un discorso a parte merita la situazione Despar, marchio mai decollato e che dopo l’ecatombe dei settanta licenziamenti si rende protagonista di una cassa integrazione ‘on the job’ già salita più volte agli onori della cronaca per la sua gestione irregolare.
Il settore delle cliniche private e dei laboratori di analisi è disastrosa poiché, creditori di svariati milioni di euro da parte della Regione, stanchi delle lungaggini creditizie, non riescono più a garantire gli stipendi e dove non chiudono, licenziano.
Un discorso a parte lo merita anche la situazione che coinvolge Caserta e tutta la sua provincia un tempo fiorente e che negli ultimi tempi per la caduta di imprenditori storici, in primis la famiglia Coppola, vede barcollare migliaia di posizioni lavorative. Quindi non è solo il settore in crisi ma anche tutto l’indotto sopratutto in quello strettamente dei servizi che tra ditte di pulizie, servizi di vigilanza e portierato hanno avuto cali di circa il cinquanta per cento.

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di Redazione
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