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Studenti, genitori, insegnanti e lavoratori: insieme in difesa della scuola pubblica


Studenti, genitori, insegnanti e lavoratori: insieme in difesa della scuola pubblica
20/02/2010, 14:02

Sempre più genitori cominciano a denunciare le vergognose violazioni che sono imposte ai loro figli dentro l’agonizzante scuola pubblica. A farlo questa volta è un Professore dell’Università di Salerno che denuncia la mancanza per oltre 15gg. di una professoressa di matematica per gli studenti di una quarta elementare della Scuola Primaria "Don Milani" - Ottavo Circolo di Salerno. La mancata nomina dell’insegnante supplente, viene ufficiosamente giustificata con una palese menzogna: difficoltà a reperire supplenti. La verità è che di precari “cronici” a spasso ce ne sono migliaia nella sola provincia di Salerno. La ragione vera è di natura economica per i disastrosi tagli imposti alla scuola pubblica.

Lo scaricabarile (se non la spolverata sotto il tappeto) è ovviamente attuato tra dirigenti: scolastici, provinciali, regionali e ministeriali. A pagare l’assurda politica dello smantellamento della scuola pubblica sono gli studenti che vedono violato il loro diritto allo studio in modo sistematico con la vergognosa mancanza di insegnanti e, contemporaneamente, pagano i lavoratori della scuola che nonostante le urgenti e imprescindibili necessità, sono privati del loro diritto al lavoro. A tutto questo bisogna aggiungere il vergognoso stato di degrado strutturale delle scuole che addirittura mette a repentaglio la salute dei nostri figli. Questa situazione non è più tollerabile come hanno dimostrato diverse inchieste giornalistiche come l’ultima puntata dedicata alla scuola di Presa Diretta, andata in onda il 14 febbraio 2010 su Rai Tre.

Le organizzazioni sindacali RdB e SdL chiamano all’organizzazione, alla denuncia e alla mobilitazione, tutti i lavoratori sia pubblici che privati perché la lotta per la difesa dello stato sociale, del welfare, dei servizi pubblici (scuola, sanità, giustizia, trasporti, previdenza, etc …) ci coinvolge tutti indistintamente. Le ore in meno di formazione agli studenti, i posti letto in meno negli ospedali (se non la chiusura di interi presidi scolastici e sanitari sul territorio), lo smantellamento costante dei servizi pubblici, aumentano la disoccupazione e in modo irreversibile la violazione dei diritti fondamentali scritti nella costituzione.

Le riforme in corso sono la restaurazione di un sistema della formazione (dai nidi alle Università) che riporta la scuola, la cultura, la ricerca in mano di pochi che possono permettersela: un’intera società gestita e orientata ideologicamente verso il mercato e i suoi sfruttamenti economici.
E’ giunta l’ora di fermare la divisione tra “subdole categorie di interesse” per operare una vera ricomposizione di classe in cui mettere insieme la lotta per la scuola pubblica con la lotta di tutti i lavoratori perché è la lotta comune di resistenza; resistenza alla deriva cui ci destina la più grande crisi economica, politica e sociale dell’era moderna.

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di Redazione
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