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Su Neurology i risultati di uno studio della SUN


Su Neurology i risultati di uno studio della SUN
03/10/2012, 18:01

Il cervello sa e può adattarsi e compensare i danni causati dalla Sclerosi Multipla. Sono stati pubblicati sul numero di ottobre della rivista “Neurology” i risultati di uno studio condotto presso la II Clinica Neurologica della Seconda Università di Napoli, basato sull’applicazione della Risonanza Magnetica funzionale a malati affetti da Sclerosi Multipla.

Lo studio è stato condotto da Gioacchino Tedeschi,  direttore della II Clinica Neurologica della SUN e dalla sua equipe, presso il Centro di Alti Studi in Risonanza Magnetica che la SUN ha istituito in collaborazione con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). I risultati di questa ricerca, commentati con un editoriale nella stessa rivista nonchè sulla prestigiosa “Nature Reviews” hanno suscitato molto interesse nella comunità scientifica. E’ stato difatti aggiunto un nuovo tassello alla conoscenza dei meccanismi di riorganizzazione funzionale cerebrale in corso di Sclerosi Multipla. In particolare, analizzando l’attività del cervello in condizioni di riposo con una particolare metodica di Risonanza Magnetica (cosiddetta di riposo o “resting state”) è stato possibile evidenziare che, in presenza di un interessamento della “rete visiva” da ricondurre al danno cerebrale  indotto alla malattia, il cervello è in grado di recuperare (in una buona percentuale di casi) le funzioni danneggiate grazie a specifici meccanismi di “rinforzo della rete“.  Ciò a dimostrare come la “neuroplasticità” cerebrale osservata nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla possa svolgere un ruolo chiave nei meccanismi di compenso funzionale.

 “La sclerosi multipla rappresenta una delle più frequenti ed invalidanti malattie neurologiche del giovane adulto – ha spiegato Tedeschi -  Nei paesi occidentali si stima che circa una persona su mille (ca. 60.000 malati in Italia) sia affetta da questa malattia cronica del sistema nervoso centrale che colpisce prevalentemente il sesso femminile e che può condurre ad una grave disabilità neurologica nel giro di anni, specialmente se non adeguatamente diagnosticata e trattata”.

 “Altre ricerche – conclude Gioacchino Tedeschi - saranno necessarie per comprendere appieno i meccanismi di danno e di compenso che entrano in gioco a livello cerebrale in corso di Sclerosi Multipla. Nondimeno, i risultati dello studio qui presentato, potrebbero rivelarsi molto utili - da qui a pochi anni - per guidare il clinico nelle valutazioni prognostiche e nelle scelte terapeutiche”.

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di Redazione
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