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Tagli del Governo, sindacati di Polizia tornano in piazza


Tagli del Governo, sindacati di Polizia tornano in piazza
30/05/2011, 16:05

I Sindacati di polizia, maggiormente rappresentativi, Coisp, Silp/Cgil, Siap e ANFP, martedì 31 maggio , a partire dalle 9,00 effettueranno attività di volantinaggio sotto ogni Prefettura d’Italia contro i tagli di questo Governo, al Comparto Sicurezza. All’evento parteciperà anche il leader campano del Coisp, Giuseppe Raimondi, che in varie circostanze ha evidenziato questo malcontento delle forze di polizia che da anni subiscono tagli incomprensibili. Saranno tre le delegazioni campane della segreteria regionale che scenderanno in piazza ad affiancare i segretari provinciali di tre città importanti come Napoli, Salerno e Caserta. Infatti le rappresentanze del Coisp saranno guidate dai massimi vertici della segreteria regionale rappresentate da : Alfredo Onorato, segretario regionale aggiunto che affiancherà il segretario provinciale di Salerno Raffaele Perrotta; Luigi Fusco, segretario regionale, che sarà al fianco del segretario di Napoli Giulio Catuogno, ed infine il leader campano che ha voluto essere presente nella propria città a Caserta accanto al segretario provinciale Claudio Trematerra . “Sono mesi che cerchiamo di far comprendere al Governo come i tagli stiano mortificando il Comparto Sicurezza – commenta il leader campano del sindacato di polizia Coisp , Giuseppe Raimondi – Ormai le nostre sagome di poliziotti di cartone con un coltello piantato nella schiena sono famose in tutta Italia . Le nostre sagome rappresentano il totale sconforto , noi siamo i poliziotti veri, “accoltellati” a tradimento da un Governo che in campagna elettorale aveva fatto della Sicurezza la propria parola d’ordine, salvo poi disattendere tutti gli impegni presi con gli Operatori del Comparto e con i  cittadini. Continuiamo ad essere delusi ! – continua amareggiato il sindacalista – Mai, nella storia italiana, la polizia è stata trattata in questo modo . Siamo i primi a gridare a voce alta che gli spreghi della pubblica amministrazione debbono terminare e che il Governo ha l’obbligo di intervenire , ma non credo, nel modo più assoluto, che le forze dell’ordine siano la causa del dissesto finanziario italiano. Semmai bisognava, e tutt’ora necessita, intervenire su tutte le opere pubbliche mai terminate o mai realizzate nonostante i vari finanziamenti europei nazionali, regionali, provinciali e comunali . Miliardi di euro spesi per ponti incompleti, per ospedali mai completati, per strade mai realizzate , progetti affidati ad associazioni inesistenti, e potremmo andare avanti per ore. No! In Italia il problema è l’impiego pubblico in particolare poi, le forze dell’ordine che con il loro super stipendio di 1350 euro mensili creano un particolare affanno alle casse dello Stato .  I cittadini devono sapere che questi tagli, oltre ad arrecare un danno economico al personale delle forze dell’ordine, causano un forte danno alla sicurezza. Oggi molte volanti della polizia circolano per strada con lampadine degli anabbaglianti guasti per carenza di fondi , in molti uffici della polizia i colleghi sopperiscono alla carenza di computer portando i propri pc da casa; spesso per ottenere una risma di carta i poliziotti sono costretti a mettere mano nella tasca; le ore di lavoro straordinario non sempre vengono pagate,  e anche qui potremmo parlare all’infinito. In polizia – conclude il sindacalista -  usiamo dire ‘mai peggio’; ebbene credo che abbiamo toccato il fondo. Il nostro auspicio è che questo Governo faccia una riflessione per poi fare scelte più sagge ed equilibrate. Non investire sulla sicurezza equivale a non far crescere l’economia e l’occupazione, poiché proprio l’imprenditoria, non sentendosi sicura e tutelata dalle forze di polizia, evita di investire e ciò penalizza in particolare il Sud . 

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di Redazione
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