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TANO GRASSO: DAGLI INGEGNERI PARTE L'ETICA ANTICAMORRA


TANO GRASSO: DAGLI INGEGNERI PARTE L'ETICA ANTICAMORRA
23/11/2007, 09:11

“Bisogna riscoprire l’etica nella professione troppo spesso anche alcuni ingegneri sono stati accondiscendenti o hanno finta di non vedere andando anche a danneggiare tutta quella parte sana che esercita la professione col senso dell’etica e contrastando ogni giorno i fenomeni malavitosi. I giovani ingegneri che escono da questa Facoltà hanno chiaro quello che è loro ruolo e saranno in prima fila nel combattere i fenomeni camorristici in ogni atteggiamento ed in ogni momento.” Ha aperto con queste parole il Presidente del Consiglio d’ateneo della Federico II Luigi Napolitano l’incontro, organizzato questa mattina dall’AS.S.I. (Associazione degli Studenti d’Ingegneria) in collaborazione con la Confederazione degli Studenti presso la Facoltà d’Ingegneria di Napoli Federico II, sul tema:  “Studenti & Legalità: gli ingegneri costruttori dell’etica anticamorra”, con la presenza di Tano Grasso.

 I lavori sono proseguiti con i saluti del Preside di Ingegneria Edoardo Cosenza per il quale “nella nostra Facoltà bisogna essere portatrici di Legalità, da qui sono uscite importanti figure istituzionali e usciranno quelle del domani, non possiamo stare a guardare ma dobbiamo dare per primi il buon esempio. Lo stiamo già facendo e lo continueremo a fare convinti come mai dell’importanza strategica del nostro ruolo nella definizione e della gestione dei lavori.”

I lavori sono proseguiti con una breve presentazione del convegno fatta da Marco Race, Presidente del Consiglio degli Studenti di Facoltà per il quale “Questo incontro è l’inizio di una serie di iniziative organizzate per smuovere le coscienze degli studenti. Essere studenti universitari non significa soltanto vivere l’università e partecipare alle attività  accademiche,  ma aprirsi a tutte le realtà che ci sono attorno- continua Race- Il modello utile per denunciare è quello della partecipazione attiva nella società, nel dar vita a movimenti volti  ad istruire ed incentivare la legalità, quindi è il modello dell’associazionismo: con le associazioni si da vita a soggetti istituzionali: è un metodo di spersonalizzazione nel quale si focalizzano solo i contenuti e gli obiettivi. Se il problema esiste per uno esiste anche per tanti altri.”

A concludere i lavori è stato Tano Grasso, consulente antiracket del comune di Napoli, per il quale  sconfiggere la Criminalità sul territorio “sono necessari incontri dove si trattano principi di anticamorra, i cittadini si devono sentire liberi, la libertà è una di quelle condizioni che si apprezza sono nel momento in cui si riesce a conquistare- continua Grasso- a Napoli per distruggere la camorra ed ottenere la libertà bisogna distruggere la parola ammoina”.

 

 

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di Redazione
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