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Tares: Russo (Confcommercio), sciagura per la città e per le imprese


Tares: Russo (Confcommercio), sciagura per la città e per le imprese
05/09/2013, 13:37

NAPOLI - “Le tariffe TARES, in discussione domani al Consiglio Comunale di Napoli, non solo produrranno un aumento generalizzato della pressione fiscale per cittadini ed imprese, ma rischiano di dare il colpo di grazia ad alcune categorie del terziario, come i pubblici servizi, i dettaglianti alimentari ed i fioristi, per i quali sono previsti aumenti che vanno dal 100 al 200% rispetto alla TARSU attuale”. 
Lo ha scritto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli, in una lettera inviata al Sindaco Luigi de Magistris, al vicesindaco Tommaso Sodano, agli assessori Salvatore Palma ed Enrico Panini e ai presidenti dei gruppi del Consiglio Comunale di Napoli.
“La TARES rischia di essere una sciagura per l’intera città. Si aumenta la pressione fiscale sui cittadini – ha continuato Russo -  indebolendo ulteriormente i consumi e di conseguenza allontanando l’uscita dalla recessione. Le imprese operano già ai limiti della sopravvivenza e non possono tollerare alcun aumento dei carichi fiscali. Per alcuni settori poi, gli incrementi tariffari condurranno inevitabilmente alla chiusura di molte attività. Un ristorante di media superficie passerà da una tassa di 6000 euro annui ad oltre 15.000; un fiorista, un fruttivendolo o una pescheria da 1000 a 3000 euro. Sono cifre insostenibili, specie in un periodo di crisi drammatica come quello attuale. Il rischio è di vedere sparire molti piccoli esercizi; tanti bar, pasticcerie e ristoranti dovranno ridurre il personale o cessare l’attività”.
“Al danno – continua il numero uno di Confcommercio Napoli – si aggiunge poi la beffa: le nuove  tariffe sono il doppio o in certi casi addirittura il triplo di quelle in vigore in altri grandi Comuni italiani, come Milano, Firenze e Bologna, a fronte di un servizio assolutamente carente e certamente non comparabile a quello erogato in gran parte d’Italia. L’Amministrazione Comunale – che finora, nonostante le nostre sollecitazioni, non ha avviato un confronto effettivo sul tema – ha il dovere di spiegare alla città perché tale servizio ha un costo di gran lunga superiore rispetto a quello delle altre grandi città italiane, prima di imporre tasse esose e sproporzionate”.

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di Redazione
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