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Il Ministro Scajola crede che il complesso non vada chiuso

Termini Imerese, Montezemolo: "Ne parleremo il 29 gennaio"


Termini Imerese, Montezemolo: 'Ne parleremo il 29 gennaio'
16/01/2010, 12:01

NAPOLI - Il presidente di Fiat Luca Cordero di Montezemolo ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo le questione degli stabilimenti di Termini Imerese e Pomigliano d’Arco, rivelando che il problema – la Fiat ha deciso di chiudere il complesso siciliano nel 2012 - verrà affrontato al tavolo convocato per il 29 gennaio, che prevede la presenza del Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola.

Lo stesso Scajola si è detto fiducioso per una lieta soluzione che non scontenti nessuna delle parti in gioco: il Ministro crede che lo stabilimento di Termini Imerese possa rimanere nella struttura Fiat, nel settore dell'Automotive (design industriale che si occupa della progettazione dei veicoli), così come hanno richiesto i sindacati.
L'Ad di Fiat, Sergio Marchionne, esclude ripensamenti, la decisione è stata già presa dai vertici. I sindacati continuano a protestare, hanno già organizzato uno sciopero di quattro ore previsto per il tre febbraio.
Rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla sorte dello stabilimento siciliano, a margine di un convegno organizzato a Napoli, Montezemolo ha glissato: "C'è un tavolo il 29 (gennaio) e se ne parlerà lì. Verrà analizzata anche la proposta di Scajola".
Montezemolo ha parlato anche della produzione della Panda nello stabilimento campano di Pomigliano d'Arco, ribadendone l'importanza per il gruppo ma sottolineando anche la necessità di dedicare attenzione al tema della flessibilità.
"Pomigliano è, e sarà, uno stabilimento importante per la Fiat, per il sistema industriale italiano e per la regione. La scelta forte di portare qui la Panda è molto significativa; significa però andare ad affrontare con spirito costruttivo temi che riguardano lo stabilimento e anche una grande attenzione al tema della flessibilità della produzione perché la Panda che deve produrre Pomigliano andrà a coprire molti mercati, alcuni avranno bisogno di più macchine altri di meno. L'operazione Panda entrerà in una produzione moderna".

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di Davide Schiavon
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