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Cuomo: “Auspico che riapra al più presto Ciro a Mare"

Tess: Giovani a lezione di sviluppo e legalità al Museo nazionale di Pietrarsa


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Tess: Giovani a lezione di sviluppo e legalità al Museo nazionale di Pietrarsa
28/02/2009, 10:02

Rappresentanti delle istituzioni ma anche tanti giovani delle scuole del territorio oggi al Museo nazionale di Pietrarsa oggi per il Forum “La Costa del Vesuvio: Sviluppo e Legalità”, promosso dalla Tess – Costa del Vesuvio Spa per discutere delle possibili iniziative per contrastare la camorra. Introdotti dal giornalista Antonio Corbo hanno infatti preso la parola il presidente della Tess Leopoldo Spedaliere, il magistrato Graziella Arlomede,  il professore di economia Gennaro Biondi, il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo e l’onorevole Andrea Geremicca, che hanno analizzato i problemi e le prospettive di un percorso avviato da tempo dalla Tess. E, poi, le scuole del territorio, i rappresentanti delle Pubbliche amministrazioni, delle associazioni anti - racket, degli enti territoriali. Tutti uniti dal comune desiderio, espresso in primis dal presidente della Tess Leopoldo Spedaliere, di comunicare ai ragazzi presenti in sala quanto il territorio sia attento ai temi della legalità e dello sviluppo e quanto sia importante che questo stesso sviluppo si accompagni ad una tensione continua e costante sul rispetto della legalità. “Il territorio”, ha commentato Spedaliere, “è soprattutto dei giovani perché loro garantiscono la continuità. La Tess è sempre attenta al loro pensiero e non a caso nel corso di un recente seminario, durante il quale era stato trasmesso il film “Gomorra”, sono stati anche somministrati dei questionari per sondare il loro atteggiamento nei confronti di questo tema così delicato”.  A Geremicca è toccato quindi il compito di ricordare gli anni difficili che lo hanno visto in prima linea come assessore all’edilizia del Comune di Napoli, quando, ha raccontato, “vivevo come un sorvegliato speciale, e anche se ancora oggi la camorra è forte io credo che le cose possano cambiare. Comunicazione, scelte e partecipazione delle scelte sono i canali per sconfiggerla. Un plauso alla Tess, perché dispone di canali di comunicazione forti: un sito istituzionale, una Tv online, un giornale mensile a distribuzione territoriale. Canali di coinvolgimento e confronto con i cittadini. E’ importante istaurare un clima di identità territoriale che vada al di là dei localismi e un coordinamento generale è fondamentale”.  In linea anche l’intervento del magistrato Graziella Arlomede: “legalità e rispetto – ha detto -  sono regole comuni che non passano solo attraverso la lotta alla camorra ma anche attraverso lo Stato e le Pubbliche amministrazioni. Più lo Stato è debole e maggiore è la forza della camorra, maggiore la capacità di infiltrarsi nella cosa pubblica. E’ necessaria una maggiore responsabilità dei pubblici amministratori rispetto alla gestione ed al controllo del territorio e tutto ciò per non lasciare spazio alla camorra”. D’accordo anche il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo, secondo cui “ci vuole più trasparenza da parte della Pubblica amministrazione ma ci vuole anche una maggior integrazione tra Stato, Magistratura, Regioni e Comuni e bisogna tener sempre presente che il cittadino è il protagonista. La politica non deve essere percepita come una cosa cattiva ma come il mezzo per migliorare, ed il cittadino deve scegliere condividendo. Partecipare vuol dire accrescere la capacità di scelta. Il ruolo dei politici è allora quello di fare una politica trasparente, quello dei cittadini sentirsi protagonisti dei propri territori. Mi batto per una Portici diversa stando vicino a chi è vessato dal racket, come il proprietario di Ciro a Mare. La mia Amministrazione si auspica che riapra al più presto come simbolo di recuperata legalità”. Biondi infine ha illustrato come le problematiche ed i relativi aggravi economici che ne conseguono limitano gli imprenditori esterni ad investire nell’area vesuviana. “Ritardi burocratici, camorra, inadempienze e vincoli – ha spiegato - rendono oneroso ogni investimento e difficoltosa la gestione”.
A margine del forum è intervenuto anche il padre di Claudio Taglialatela, il giovane ucciso nel 2003 per un furto di cellulare, che ha chiesto di “fare meno demagogia e parlare un po’ di più della certezza della pena”.
 

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di Redazione
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