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TESS in liquidazione Lettera aperta dei lavoratori


TESS in liquidazione Lettera aperta dei lavoratori
31/01/2012, 11:01

Finalmente le nebbie dell'incertezza e dell'ipocrisia sul destino della Tess si sono diradate nella seduta di ieri dell’Assemblea dei Soci, nella quale il rappresentante della Regione Campania, socio di maggioranza con il 51% delle azioni, ha votato per la messa in liquidazione della società di Villa Ruggiero ad Ercolano e la conseguente nomina del commissario liquidatore, il che, con tutta probabilità, spalancherà le porte ai licenziamenti.
Dopo oltre 17 anni di attività cala il sipario su una delle poche società che ha provato seriamente a fare sviluppo, che al 2009 presentava un bilancio in attivo, il cui debito che ne ha eroso il capitale sociale è pari al credito vantato nei confronti dell’ente di Santa Lucia, ma che per una serie di coincidenze e convenienze è finita a rappresentare nell'immaginario collettivo l'emblema dello spreco e della gestione clientelare in Campania. Per questa condanna morale decretata in più luoghi e più sedi della politica, delle istituzioni e della società civile, anche da chi negli anni ha fatto anticamera da noi per assicurarsi un pezzettino dell'azione di Tess, siamo stati costretti a trascorrere un anno e mezzo di incivile disagio economico e psicologico, tra mensilità arretrate e prospettive incerte, quasi sempre accompagnati dalla diffidenza e dalla frettolosa e inesatta definizione di lavoratori privilegiati.
Adesso, dinanzi all'ulteriore, fumosa promessa di ricollocazione lavorativa alla quale disperatamente ci aggrappiamo da ieri, tocca a noi chiudere simbolicamente la porta di questa esperienza, sapendo che difficilmente si alzeranno dei “grazie”. Quindi vogliamo farlo noi, perché ne abbiamo tanti motivi.
Per questo diciamo grazie a chi ha permesso a questa società di trasformare un litorale di depressione industriale in un luogo di sviluppo possibile e puntellarlo di interventi unici, avvicinare amministrazioni comunali storicamente divise e diffidenti per renderle protagoniste di sviluppo condiviso e diffuso, agganciare alle strategie di intervento regionale le istanze del territorio, esaltarne e promuoverne eccellenze e potenzialità, offrire occupazione, opportunità e speranze ai lavoratori esclusi dai processi produttivi, arginare le ricadute sociali delle cicliche crisi industriali di questi anni, far fronte comune alla pressione criminale.
Diciamo grazie a tutti quelli che ci hanno accompagnato in questo lungo calvario alimentando speranze, condividendo sconfitte e delusioni, immaginando strategie che poi si sono arenate l'una dopo l'altra; grazie a coloro che hanno riconosciuto la nostra professionalità e competenza per l’enorme mole di attività, azioni e progetti materiali e immateriali messi in campo per il territorio.
Diciamo grazie anche a chi ci ha sempre considerati un carrozzone regionale, perché ci ha fatto guardare intorno e scoprire di essere il mezzo più piccolo e marginale del grande circo della politica campana sul cui altare ci stanno immolando; grazie perfino a chi ha scritto vigliaccamente che facevamo scioperi con il megafono acceso mentre mangiavamo in pizzeria per averci almeno riconosciuto un'originalità mediatica.
La passione per il nostro lavoro e per questa terra a cui abbiamo dedicato tanti anni ci fa sinceramente rammaricare per tutto quanto non si è potuto fare nei tempi e nei modi che auspicavamo, pur se le responsabilità non sono addossabili a noi, ma per tutto quello che si è riusciti a costruire in diciassette anni grazie anche al nostro impegno, noi lavoratori ci sentiamo profondamente orgogliosi.
In questi giorni del funerale di uno strumento divenuto così scomodo alla Regione Campania, noi chiediamo forse per l'ultima volta che le nostre professionalità e il patrimonio di esperienza e competenze maturato in questi anni continui ad essere a disposizione dell’Ente regionale al servizio delle politiche di sviluppo. Altrimenti la nostra esperienza e l'intervento della Tess nell’area torrese-stabiese e sulla costa vesuviana andranno irrimediabilmente perse e resterà nella memoria soltanto la sconfitta totale e collettiva di un territorio, di una regione intera e dei suoi protagonisti politici, istituzionali ed economici di ieri e di oggi.

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di Redazione
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