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"Un autunno di lotta contro la lotteria dei quiz d'ingresso"

Test d'ingresso: durissima la protesta degli studenti


Test d'ingresso: durissima la protesta degli studenti
01/09/2010, 19:09

ROMA - E se l'estate è stata climaticamente abbastanza mite, in tutta Italia, con picchi ragguardevoli al centro ed al sud, pare prospettarsi un inverno reso bollente da proteste che coinvolgeranno il sempre più deturpato e sgangherato pianeta dell'istruzione.
Mentre docenti di scuole medie, superiori ed università hanno già da tempo dichiarato guerra ad oltranza alla tanto contestata riforma Gelmini, infatti, dagli atenei Romani ("La Sapienza" in testa) ad assicurare "un autunno di rivolte contro il numero chiuso e la falsa meritocrazia" ci pensano i componenti del Coordinamento dei collettivi. In un comunicato, il gruppo di aggueriti contestatori, spiega dunque:"Pensiamo che l'accesso all'università debba essere un diritto di tutti e che l'istruzione necessiti di adeguati finanziamenti per sostenere l'intera domanda degli studenti che intendono proseguire gli studi".
Su La Repubblica si legge poi il commento di Giorgio Sestilli (di Fisica):"I quiz, la selezione e i debiti formativi sono in realtà il frutto dei continui attacchi del governo all'università pubblica". Eloquente anche la considerazione che arriva da Giurisprudenza con Enrico Donati:"I test sono un miscuglio di cultura generale ed educazione civica: dal risultato non si evince certo se uno è adatto o meno a fare l'avvocato. Altrove invece, come a Medicina, chi non ha fatto lo scientifico è molto penalizzato". Condivisibile, in ultimo, il comunicato del sindacato universitario Link:"Abbiamo presentato più di un ricorso al Tar negli anni passati contro il numero chiuso e anche quest'anno ci mobiliteremo. Oggi è incoerente chiedere ai neodiplomati standard elevati quando l'università è scadente. Senza prima investire nella ricerca e nel diritto allo studio è inutile parlare di merito. Per alcune facoltà in cui c'è un problema di sovraffollamento dei laboratori, la selezione andrebbe fatta durante il primo anno e non attraverso sterili quiz".
I test d'ingresso vengono dunque dipinti come una clamorosa farsa, escogitata solo per "far cassa" e di certo non per favorire i più meritevoli. A questa "sensazione", inoltre, si aggiungono i tristemente noti fatti di cronaca che narrano di prove d'ammissione truccate, di risposte ai quesiti fatte pervenire "alle persone giuste" e di intere lauree letteralmente acquistate da chi ritiene un titolo più importante della reale cultura. E così, l'Italia che si affaccia verso il 2011, palesa con imbarazzo tutte le enormi lacune del proprio sistema d'istruzione, il quale, è bene ricordarlo ai più smemorati, è stato deturpato sia dai rappresentanti della sedicente sinistra passata che da quelli della poco credibile destra attuale. Un "motore" perennemente ingolfato che si ha paura di riparare in maniera concreta ed efficace per un solo, enorme timore: finire sul serio con il fornire le "marce" giuste ai piloti migliori e tenere a bordo pista coloro che, pur non sapendo affatto guidare, possono sempre contare su giudici di gara conniventi, facili da corrompere o facenti parte della grande famiglia baronale-nepotista.

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di Germano Milite
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