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Conferenza sulla riforma della scuola secondaria superiore

Torre del Greco. Istruzione formazione lavoro all'I.T.C.G. Pantaleo


Torre del Greco. Istruzione formazione lavoro all'I.T.C.G. Pantaleo
04/02/2011, 09:02

Il 29 e il 31 gennaio 2011 presso l’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per geometri Eugenio Pantaleo in Torre del Greco con il Patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, sono intervenuti al convegno intitolato “Istruzione, Formazione, Lavoro”e organizzato dal Dirigente Scolastico dell’I.T.C.G. “Eugenio Pantaleo” Carlo Ciavolino: l’on.le Giuseppe Pizza, Sottosegretario MIUR, l’on.le Giovanna Petrenga, Commissione Difesa Camera dei Deputati, Ermanno Corsi, giornalista dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e affermato scrittore, Luigi Riello, Sostituto Procuratore Generale Suprema Corte di Cassazione – Roma – Salvatore Maglione, Esperto di Formazione della Regione Campania, Silvestro Sannino, Dirigente Superiore MIUR – Napoli.
“La riforma della secondaria superiore rappresenta una svolta storica della scuola italiana – precisa il Dirigente scolastico Ciavolino. Essa arriva, infatti, dopo la riforma “neoidealista” del filosofo Giovanni Gentile, che risale al lontano 1925 e che era permeata dall’”ideale”, specchio dei tempi e ad essi funzionale. La riforma Gentile realizzò, appunto in senso idealistico, una complessiva organizzazione scolastica per quei tempi “epocale”, a seguito della “Legge Casati” (1859), varata a ridosso del processo risorgimentale e dei successivi interventi in materia di istruzione, dei Ministri Coppini (1877 – prima introduzione dell’obbligo scolastico), Orlando (1904), Daneo – Credaro (1911). Poco dopo, nel 1928 veniva introdotta la scuola di avviamento professionale. E’ una prima necessaria presa di coscienza dello Stato, che inizia a porsi il problema dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, specie di quelli appartenenti alle fasce sociali più deboli. Nel 1939, poi, Giuseppe Bottai teorizza per primo la scuola di massa, ma la legge non ha attuazione, per lo scoppio della guerra. Nel 1948 la Costituzione repubblicana italiana sancisce il diritto all’istruzione pubblica e gratuita e ne rimarca la obbligatorietà per almeno otto anni, consentendo anche la istituzione di “scuole private”. Risale al 1962 la “scuola media unificata” con possibilità di accesso a tutti gli indirizzi di studio superiori, dai quali, a partire dal 1969, si potrà scegliere una qualsiasi facoltà universitaria. In tempi più recenti, passando attraverso il “riordino dei cicli dell’istruzione” ipotizzato nel 1997 dal Ministro Luigi Berlinguer, cui ha fatto seguito la successiva “Riforma Moratti”, abrogata e soppiantata dal governo Prodi, poi Giuseppe Fioroni reintrodusse il criterio della meritocrazia, poi annullato, si arriva alla odierna “Riforma Gelmini”, dal nome dell’attuale Ministro dell’istruzione università e ricerca, entrata in vigore, per gli istituti secondari superiori, dall’anno scolastico 2010/2011. Con essa viene introdotto il ciclo dei licei, anche con la istituzione di nuovi indirizzi, ad esempio l’indirizzo di  coreutica musicale teatrale, vengono riordinati gli istituti tecnici e professionali, dei quali è ribadito il ruolo formativo e professionalizzante, drasticamente sfoltito il dedalo delle centinaia di indirizzi; viene a ridursi il monte – ore di lezione e a modificarsi curricoli e programmi e naturalmente, per gli indirizzi tecnici e professionali, si rimodellano, riqualificano e valorizzano le figure professionali dei rispettivi corsi di studio, adeguandole ai tempi e alle specificità e necessità che vi si accompagnano”.
La scuola, dunque, non è solo erogazione di saperi, ma è la crescita sana della personalità. La prima preoccupazione dello Stato è che i giovani siano formati come cittadini. Il contributo dell’on.le Petrenga ha sottolineato come sia importante lavorare con tutti gli enti strumentali sul territorio, con l’Unione degli Industriali e il mondo dell’imprenditoria. Il Sostituto Procuratore generale Luigi Riello ha precisato che la legalità è un valore che viene praticato nel momento in cui la scuola svolge il proprio compito, cioè plasmare delle individualità critiche. I giovani devono avere la profonda consapevolezza di essere cittadini italiani ed europei. Tutti i presenti sono stati concordi nell’affermare che la riforma oggi rende la scuola più dinamica, collegandola al sistema di produzione. Il futuro della scuola, quindi, sarà di avere un collegamento diretto con il sistema delle imprese che prima non aveva.
 
 
 
 
 

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di Rossella Saluzzo
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