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Smartphone e tablet aiutano ma attenzione alle distrazioni

Ufficio in casa, i consigli degli esperti per non sbagliare


Ufficio in casa, i consigli degli esperti per non sbagliare
16/02/2012, 14:02

Che sia per esigenza o per scelta sono sempre di più gli italiani che scelgono di lavorare da casa, allestendo il proprio studio in una delle stanze dell’appartamento che dividono con la famiglia o dove vivono da single. Dopotutto basta un computer, un telefono e gli “attrezzi” tipici di ogni mestiere per ricavarsi uno spazio funzionale. Ma non è così facile come sembra. Sono numerosi, infatti, gli errori che commette chi lavora da casa, compromettendo inevitabilmente il rendimento lavorativo. Ed hanno tutti origine dalla confusine tra ambito domestico e lavorativo tipica di chi svolge la propria professione da casa. Smartphone, tablet e pc portatili, ad esempio, sono degli ottimi alleati sì ma portano la persona a “migrare” da una stanza all’altra, passando dalla poltrona al divano e dal sofà al letto. Questo nomadismo tra le mura domestiche, dichiara la Società Italiana di Ergonomia, non può sostituire la postazione fissa che, tra l’altro, è una garanzia di benessere e soprattutto concentrazione. Secondo gli esperti i requisiti minimi per garantirsi un ambiente lavorativo ottimale tra le mura domestiche sono, in primo luogo, le tende antiriflesso che agiscono appunto contro i riflessi sullo schermo del pc; in secondo luogo, lo schermo del computer, che deve essere orientabile ed inclinabile; terza regola, inoltre, è dotarsi di una sedia regolabile e girevole. Infine, l’altezza del tavolo deve attestarsi tra i 70 e gli 80 centimetri. Da evitare assolutamente è invece l’utilizzo di una luce fioca. L’illuminazione deve garantire un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente. Il pc senza mouse esterno e gli apparecchi rumorosi. Questi ultimi sono ostacolo ad una buona attenzione e comunicazione verbale. Infine la scrivania deve essere ampia e permettere l’alloggiamento di schermo, tastiera, documenti e accessori. Mettendo in pratica questi piccoli accorgimenti il gioco è fatto ma attenzione a non rendere labile il confine tra lavoro e vita privata.

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di Veronica Riefolo
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