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Dodicesimo congresso del sindacato all'Hotel Tiberio Palace

Uil Scuola: "La scuola unisce l'Italia"


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Uil Scuola: 'La scuola unisce l'Italia'
11/12/2009, 15:12

NAPOLI – “La scuola unisce l’Italia”, questo il significativo titolo del 12esimo congresso indetto questa mattina dalla Uil Scuola. La Uil pensa ad una scuola nuova, che possa tornare ad essere, come fu nel dopoguerra, strumento di riavvicinamento tra Nord e Sud ed unificazione del territorio nazionale. La Uil ha portato in congresso, osserva il segretario generale della Uil Scuola Massimo di Menna, il grido di allarme che giunge da studenti e insegnanti su come sia difficile, per chi insegna, convincere i giovani, attraverso la propria attività, il proprio impegno ed esempio, che attraverso lo studio, e solo attraverso lo studio ci può essere progressione sociale e quindi sviluppo per il paese. Per la UIL Scuola l’articolazione della funzione docente deve avere un punto ineliminabile: la centralità rimane l’attività di insegnamento “in classe” con gli studenti. Possono essere previste funzioni di coordinamento di dipartimento, organizzative o gestionali, di studio e ricerca, di connessione con il sistema di valutazione nazionale, ma sempre mantenendo parte dell’orario di insegnamento. In alcuni paesi europei anche i ”presidi” mantengono attività didattiche.
Per evitare che l’autonomia rimanga semplice aspetto amministrativo o di gestione, ma abbia il “cuore” nella qualità dell’offerta formativa e nella didattica, è ineludibile la realizzazione di un efficace sistema di valutazione indipendente. Il sistema di valutazione non deve avere carattere sanzionatorio, ma di supporto alle scuole e al personale, deve articolarsi a livello di Rete, avere carattere nazionale, evitando la creazione di una nuova burocrazia e puntando sugli insegnanti.

QUESTIONE RETRIBUTIVA – La seconda questione posta in essere dalla Uil Scuola, presentata all’Hotel Tiberio Palace durante il 12esimo congresso, riguarda le retribuzioni, ed è probabilmente quella fondante per un’eventuale riforma dell’istruzione. Nella scuola pubblica, quella frequentata dal 94% degli studenti occorre una gestione condivisa dei cambiamenti, bisogna assolutamente evitare che riforme importanti non prevedano interventi di supporto e di coinvolgimento. Il Paese deve puntare sul lavoro delle persone, la scuola va sostenuta con una graduale piano di interventi, con misure finanziarie adeguate, con supporti didattici e organizzativi. L’Italia, dato che deve far riflettere, spende meno di tutti gli altri paesi europei per l’istruzione anche in rapporto alla spesa pubblica. E’ del tutto evidente che il segnale da cogliere è che occorre spostare impegno e risorse a favore dell’istruzione.

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di Davide Schiavon
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