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UIL: un new deal per la Campania


UIL: un new deal per la Campania
08/06/2010, 10:06

Non hanno bisogno di ulteriori commenti o analisi i dati pubblicati da Bankitalia sull’economia in Campania perché non fanno altro che confermare le condizioni economiche e produttive disastrose nelle quali è la nostra regione e che la UIL denuncia oramai da diverso tempo. Dati che in realtà si trasformano in fenomeni preoccupanti come la disoccupazione, soprattutto giovanile; il blocco della produttività , della crescita e dello sviluppo, soprattutto alla luce delle recenti decisioni del Governo.
C’è bisogno di un “ new deal” per la Campania con lo scopo di risollevare le sorti della regione che veda la partecipazione di tutti gli attori istituzionali, sociali e dell’economia. Va in questa direzione il positivo incontro odierno con il presidente della giunta regionale ,Stefano Caldoro, con cui si è deciso di attivare un tavolo di confronto permanente sul lavoro e lo sviluppo. Fin da subito ci si confronterà su due emergenze: quella sanitaria e quella industriale. E’ necessario riequilibrare il sistema sanitario con particolare attenzione alla qualità del servizio, così come è importante porre l’attenzione, tra gli altri, sugli investimenti della Fiat a Pomigliano e sulle nostre eccellenze come il polo aerospaziale. In questa direzione, tutti si devono sentire impegnati in un confronto serrato con il Governo.
Tenendo presente il rapporto di Bankitalia sull’economia della Campania, tre sono le direttrici sulle quali costruire il futuro della nostra regione secondo la UIL: competenza, lotta alla criminalità e risorse.
La Lotta alla criminalità è la prima importante sfida da vincere, anche perché senza la legalità, la sicurezza, il rispetto dell’uomo, della sua libertà e senza l’applicazione delle regole, non c’è nessun presupposto per la crescita e lo sviluppo.
Le competenze sono importanti per poter essere soggetti reattivi sul mercato, non è un caso che gli Usa attingano da Paesi come l’India nella scelta delle risorse umane e negli investimenti di capitali visto che lì c’è il maggior numero di laureati in ingegneria informatica. I nostri giovani devono essere competenti e competitivi, ma allo stesso tempo devono avere il terreno favorevole ed il supporto necessario per vincere le sfide dentro e fuori il perimetro geografico in cui operano. Non è sufficiente nell’economia di oggi e del futuro solo il “made in Italy”.
Le risorse, quelle comunitarie e quelle ordinarie, per la Campania, sono fondamentali per la realizzazione di infrastrutture necessarie alla crescita e al benessere sociale ed economico dei cittadini, e per migliorare la vivibilità nella nostra regione.

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di Redazione
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