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Unicredit, ottavo rapporto piccole imprese


Unicredit, ottavo rapporto piccole imprese
20/04/2012, 14:04

Lo studio UniCredit dimostra come le piccole imprese di Napoli e della Campania possano trovare nelle politiche di collaborazione in rete nuove opportunità per il rilancio e per la conquista di spazi in mercati ad alto tasso di crescita

Napoli, 20/04/2012 – Di fronte a un mutato contesto internazionale, reso più complesso dai processi di globalizzazione, risultano fondamentali le strategie di collaborazione in rete tra le piccole imprese. E’ questa l’evidenza più importante emersa nel corso dell’Ottavo Rapporto sulle Piccole Imprese di UniCredit, i cui dettagli locali sono stati presentati da Felice Delle Femine, Responsabile UniCredit per il Sud.

L’indagine, basata su oltre 6 mila interviste a piccoli imprenditori italiani e su un questionario inoltrato a circa 200 Associazioni di categoria e Confidi, approfondisce vari aspetti e dinamiche dello scenario in cui operano le piccole imprese italiane: dal clima di fiducia alle politiche di innovazione intraprese, dall’appartenenza a filiere produttive alle strategie di internazionalizzazione. Di queste interviste 471 sono state in Campania (di cui Napoli 235)

Fiducia dei Piccoli Imprenditori di Napoli
Il difficile e contrastato contesto macroeconomico in cui si trovano ad operare le piccole imprese napoletane influenza senz’altro le loro aspettative per il futuro come testimonia l’indice di fiducia rilevato tra agosto e settembre 2011 e relativo ai successivi 12 mesi. Il dato del 2011 (pari a 88) risulta decisamente inferiore a quello degli anni passati, ma replica un trend verificato anche in ambito nazionale, dove l’indice di fiducia per il 2011 è di 17 punti inferiore a quello del 2010 (87 vs 104).

Questi risultati, assolutamente in linea e coerenti con la fase di incertezza che caratterizza l’attuale contesto socio-economico, rivelano però la presenza di un margine di ottimismo circa le opportunità che si potranno aprire in uno scenario post crisi: analizzando infatti nel dettaglio i diversi temi sondati nella rilevazione, si può notare come gli imprenditori napoletani conservino una visione sostanzialmente positiva sul versante degli investimenti, con un indice di fiducia pari a 100.

Competizione globale, territorio e sistemi reticolare: le nuove sfide delle Piccole Imprese napoletane
L’attuale quadro economico internazionale, caratterizzato da grosse incertezze, ha portato ad uno stallo della domanda dei mercati ‘occidentali’ e di quello domestico italiano in particolare. In una fase congiunturale complessa, come quella attuale, occorre pertanto che le imprese italiane trovino altre strade per tornare a crescere. Tali vie alternative portano inevitabilmente ai mercati esteri caratterizzati da alti tassi di crescita, tipicamente distanti geograficamente e culturalmente. Le imprese italiane, in particolar modo quelle di piccola dimensione, nell’intraprendere nuovi percorsi di internazionalizzazione si trovano tuttavia ad affrontare nuove difficoltà e resistenze, connesse al mutato contesto globale.

In particolare le piccole imprese napoletane scontano il problema dimensionale che spesso impedisce loro di far fronte agli elevati costi fissi associati all’internazionalizzazione e alle strategie da mettere in atto per intercettare la domanda globale. Risulta pertanto fondamentale capire quali potrebbero essere i meccanismi di crescita che le aziende nostrane possono attuare a breve termine.

Una soluzione potrebbe essere rappresentata dal Contratto di Rete, una forma di aggregazione e collaborazione tra imprese che ha avuto recentemente un certo impulso tra gli imprenditori italiani, tanto da portare il numero delle imprese che collaborano in rete quasi a raddoppiare in un solo mese, passando dalle 582 dell’ottobre 2011 alle 972 di novembre.



A Napoli e in tutta la regione Campania l’indagine individua una discreta propensione alla collaborazione tra piccole imprese (rispettivamente il 42% e 41% degli intervistati), ma testimonia comunque l’interesse crescente per la tematica e le strategie ad essa correlate tra gli imprenditori del territorio.

A fronte di un quadro che presenta ancora margini di miglioramento sul fronte della collaborazione tra soggetti imprenditoriali diversi emerge in positivo l’intensità della collaborazione messa in atto dalle imprese del territorio: tra le aziende che già hanno avviato forme di collaborazione prevalgono coloro che hanno sviluppato collaborazioni strategiche, con un obiettivo ben definito (commercializzazione e distribuzione, ricerca e sviluppo, potenziamento della capacità produttiva). Infatti dall’indagine emerge un dato confortante inerente il livello d’intensità dei progetti di cooperazione attivati, con ben il 66% delle imprese napoletane (e il 62% di quelle campane) che registra livelli di collaborazione a media e alta intensità.

I vantaggi derivanti dalla collaborazione in rete risultano poi più evidenti se si prendono in esame le imprese che, nell’ultimo anno, hanno intrapreso politiche virtuose di avanzamento funzionale (acquisizione di nuove funzioni aziendali, ad esempio nuove tecniche manageriali o nuove modalità di organizzazione del lavoro) o relazionale (acquisizione di una propria rete di fornitori e ampliamento dei committenti anche all’estero). Fatte 100 le imprese che hanno portato a termine upgrading di tipo funzionale o relazionale, risalta come la maggior parte di esse (rispettivamente il 58% e il 59%) ha già avviato politiche di collaborazione con altre realtà imprenditoriali.

Una corrispondenza ancora più marcata ed evidente emerge poi fra l’attuazione della collaborazione con altre imprese e le diverse forme di innovazione. A Napoli e provincia tra le imprese innovative sono più numerose le aziende che hanno in essere forme di collaborazione. Questa evidenza si riscontra sia in caso di prodotti e servizi tecnologicamente nuovi (innovazione di prodotto) che per l’introduzione di processi produttivi tecnologicamente nuovi o significativamente migliorati (innovazione di processo).

Infine, per quanto riguarda i processi di internazionalizzione, un‘importante via di crescita per le piccole imprese napoletane, la ricerca evidenzia come una maggiore intensità relazionale di tipo strategico contribuisca positivamente ad accrescere la presenza all’estero.
Le imprese campane che hanno attivato forme di collaborazione in rete realizzano in media ben il 37% del fatturato all’estero, a fronte di un dato che scende al 24% per le aziende della regione che non hanno ancora intrapreso politiche di collaborazione.

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di Redazione
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