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Unione degli Studenti Napoli: “a scuola, strumenti repressivi verso gli studenti”


Unione degli Studenti Napoli: “a scuola, strumenti repressivi verso gli studenti”
18/11/2011, 17:11

Una lettera indirizzata al governatore della regione Campania, Stefano Caldoro; al Presidente della Provincia di Napoli, On. Luigi Cesaro, al Sindaco di Napoli; Luigi De Magistris e ai rispettivi assessori all'istruzione nonché all' Ufficio scolastico provinciale, è quella inviata dall'Unione degli studenti di Napoli per denunciare l'assunzione di criteri di repressione preventiva da parte degli istituti scolastici locali. In particolare, gli studenti puntano il dito contro lo strumento del voto in condotta e riportano quanto avvenuto al liceo classico “G. Garibaldi” di Napoli che “lo scorso anno ha visto 170 studenti vittime di questo strumento repressivo a seguito dell'occupazione avvenuta ai fini della protesta contro la riforma Gelmini”.

“Ma non è finita qui – afferma l'UDS - infatti proprio lo scorso venerdì, 11 novembre 2011, è stata approvata la griglia della casistica in base alla quale il consiglio di classe del noto liceo partenopeo può attribuire la sospensione dalle lezioni e il voto in condotta inferiore al 6 agli studenti”. Oltre agli atti di violenza fisica o psicologica e il linguaggio offensivo o comportamenti palesemente indecorosi sono contemplati “ritardi individuali o di massa ingiustificati o giustificate in modo pretestuoso” e, in particolare “manifestazioni di protesta tali da danneggiare la libertà di insegnamento e di diritto allo studio”.

“Da anni ormai, – afferma il coordinatore provinciale UDS Napoli Francesco Giampietro - la nostra organizzazione si batte per eliminare la valutazione della condotta perché riteniamo impossibile rinchiudere l'intelligenza, le attitudini e i comportamenti di uno studente attraverso un voto “in condotta”. Inoltre consideriamo il “5 in condotta” uno strumento illecito messo nelle mani dei presidi e dei professori più autoritari per reprimere le manifestazioni di pensiero degli studenti, sia singoli che organizzati”.

“Chiediamo – conclude il coordinatore - che si prenda subito una posizione pubblica rispetto a questi problemi in modo tale da fare chiarezza sul voto di condotta, sia per quanto riguarda il liceo “G. Garibaldi”, sia per evitare che siano presi in altre scuole del territorio criteri di repressione preventiva simili. Inoltre, pensiamo che a tal fine sia necessario mandare una circolare esplicativa nelle scuole, sui criteri di attribuzione del voto di condotta e della valenza giuridica delle occupazioni, e di istituire subito un tavolo di discussione tra ufficio scolastico provinciale e regionale, istituzioni, scuole ed associazioni studentesche per poter porre un freno alla deriva, di per sé già annunciata, che il voto di condotta sta avendo a Napoli”.

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di Redazione
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