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Università di Salerno: "persa un’altra occasione a danno dei lavoratori e dell’Ateneo"


Università di Salerno: 'persa un’altra occasione a danno dei lavoratori e  dell’Ateneo'
21/03/2011, 10:03

"Presentata alle rappresentanze sindacali dell’Ateneo di Salerno, l’ipotesi di Contratto Collettivo Integrativo 2011 dal Prof. Antonio Piccolo (delegato del Rettore al personale), dal Dott. Giuseppe Paduano (Direttore amministrativo) e dalla Dott.ssa Chiara Turco (dirigente risorse umane.
USB, negli incontri politici avuti con l’amministrazione, visto il selvaggio attacco al salario e alla dignità dei lavoratori imposto da norme e accordi nazionali, si è resa disponibile a siglare un CCI che non peggiorasse di 1 (uno) euro il precedente contratto integrativo 2009. Inoltre, USB si è resa disponibile a siglare un CCI che migliorasse l’impianto normativo a vantaggio dei lavoratori e per il miglioramento di tutte le attività, tecniche ed amministrative a supporto della ricerca e della didattica. Purtroppo ci siamo ritrovati un testo blindato ed immodificabile in sfregio ai diritti fondamentali della contrattazione tra parti sociali e quelle datoriali. Nell’ipotesi di CCI 2011, che sarà portata al Consiglio di Amministrazione nei prossimi giorni, il totale delle risorse del fondo accessorio risulta: €1.858.874,00. Nel CCI 2009 (in vigore anche nel 2010) questo totale ammontava a € 2.054.988,00. Fatta la facile differenza si propone quindi ai lavoratori una riduzione totale di €196.114,00, cioè un taglio netto del 9,54%. Nel testo presentato si tiene conto dell’Intesa Governo e parti sociali del 4 Febbraio 2011, la cui validità è controversa vista la mancata ratifica di OO.SS. maggiormente rappresentative come USB, CGIL, CISAL, etc … che non permetterebbe ai firmatari di superare il 50% della rappresentanza. Inoltre USB ha ricordato al “tavolo” che il CCNL è pienamente vigente e che, nonostante gli sforzi e gli affanni del ministro Brunetta e dei sindacati suoi complici, la sua legge (D.Lgs.150/09) non si applica se non recepita dal contratto nazionale (CCNL), come hanno dimostrato numerose sentenze che hanno visto soccombere amministrazioni pubbliche troppo smaniose di dimostrare la loro efficienza contro i lavoratori. Nel testo CCI 2011, si fa riferimento all’avvio di un “processo di profonda ed articolata riorganizzazione e razionalizzazione di tutto l’apparato amministrativo di Ateneo”. Proprio questo processo è fonte di una durissima contestazione che USB sta promuovendo, visto che, oltre al grandissimo disagio e frustrazione che stanno subendo i lavoratori (tecnici ed amministrativi, di categoria B, C e D), esiste nell’Ateneo una forte ed estesa critica proveniente da parti importanti della comunità universitaria. Pertanto i 34,00 € lordi al mese di aumento, appaiono un’ulteriore offesa più che un riconoscimento visto che, di fatto, sono una diversa distribuzione di soldi che già appartengono ai lavoratori come totale (tagliato) del fondo accessorio per l’anno 2011. USB accetta questi 34,00 € lordi al mese come acconto del maggior avere. Cancellata ogni progressione anche solo giuridica, per cui niente viene regalato sul versante economico, nulla cambia nel resto del testo. Forse è proprio questo, prima di ogni altra questione, che rende inaccettabile, nel metodo e nei contenuti, questa “mancata” contrattazione 2011. USB ritiene che il contratto integrativo, può diventare un’occasione per arginare in ambito locale, per quanto possibile, l’infame blocco del CCNL fino al 2014 che, ricordiamolo, con la concertazione “inventata” nei primi anni ’90, è diventato un parziale recupero posticipato all’inflazione. Proprio quell’inflazione che in questi ultimi mesi è in ripresa oltre il 2% e che, unita ai continui aumenti del costo della vita, in pochi anni, porteranno i lavoratori dipendenti a perdere, in pochi anni, un 10/15% reale di potere d’acquisto. Se il nostro auspicio di riaprire la contrattazione dovesse andare deluso, se viene confermato ciò che si è detto in conclusione di riunione e cioè che il testo presentato è immodificabile, allora, ancora una volta, saremo costretti ad assistere, con la complicità di chi “maggiormente” li rappresenta, senz’appello, ad un’ennesima mortificazione dei lavoratori. Con la carota e il bastone si possono avere risultati con gli animali da soma ma a quanto pare c’è ancora chi crede che con le parole produttività e responsabilità si possa mistificare, tollerare, nascondere ma allo stesso tempo, esercitare con scientifica determinazione, lo sfruttamento dei lavoratori.". Così Pietro di Gennaro per il coordinamento USB Università di Salerno.

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di Redazione
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