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UNIVERSITÀ, E. RUSSO (PDL): “INCHIESTA SOLE24ORE DÀ RAGIONE A GELMINI”


UNIVERSITÀ, E. RUSSO (PDL): “INCHIESTA SOLE24ORE DÀ RAGIONE A GELMINI”
10/11/2008, 14:11

 

“Le cifre del gigantismo universitario italiano fornite oggi dall’inchiesta del Sole 24 ore, frutto del moltiplicarsi di cattedre e corsi di laurea, rappresentano una conferma per l’azione di lotta agli sprechi condotta dal Governo con l’approvazione il 6 novembre scorso del decreto legge Gelmini”.
E’ quanto sostiene il presidente della Commissione speciale di controllo sulle Politiche giovanili, disagio sociale ed occupazione del Consiglio regionale della Campania, Ermanno Russo, nella rubrica “In fondo, in fondo” del suo sito internet (www.ermannorusso.it).
Per il consigliere regionale di Forza Italia-Pdl: “Se si provasse a leggere le carte prima di scagliarsi contro il Governo, verrebbero fuori prese di posizione intellettualmente più oneste, anche se forse meno funzionali alle proteste di piazza o all’occupazione delle scuole”.
“L’ultima inchiesta del Sole 24 ore dà ragione al decreto Gelmini, con cui si vanno ad introdurre elementi di trasparenza, meritocrazia ed austerity nelle università italiane. Se è vero, come è vero, che dal 2000 ad oggi sono triplicate le cattedre, specie quelle degli ordinari (+ 32,2%), vuol dire – scrive ancora Russo sul suo sito internet – che lo Stato deve farsi urgentemente carico di un’azione di controllo per far rientrare tali diseconomie ed assicurare agli studenti una preparazione accademica adeguata a costi ragionevoli”.
“Di fronte a un quadro dalle tinte così fosche – conclude l’esponente azzurro –, il governo Berlusconi sta tentando di porre un argine. Anzi, l’ha già fatto. Come? Approvando in Consiglio dei ministri il decreto legge Gelmini, che contiene novità importanti e fissa i paletti per una corretta gestione delle attività formative negli atenei. Il ragionamento del ministro, ancorché al centro di contestazioni a volte di chiara matrice demagogica o, peggio ancora, eversiva, è scientifico. Tocca, cioè, i capisaldi del malessere universitario. Al primo posto c’è la trasparenza, la cui percezione negli atenei da parte degli studenti è oggettivamente ridotta all’osso. Poi prevede misure contro gli sprechi ed incentiva concretamente la ricerca, esonerandola dal blocco delle assunzioni già in vigore per le amministrazioni pubbliche”.
 

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di Redazione
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