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Pronti a rifiutare gli incarichi, mercoledì incontro al Miur

Università: ricercatori protestano contro il ddl Gelmini


Università: ricercatori protestano contro il ddl Gelmini
22/03/2010, 21:03

MILANO – Precari e ricercatori universitari sul piede di guerra contro il disegno di legge del ministro Gelmini sulla riforma accademica, già approvato dal Consiglio dei ministri. Il coordinamento nazionale dei ricercatori universitari ha proclamato lo stato di agitazione. “Invitiamo tutti i ricercatori universitari - attacca il Cnru, l’organo di rappresentanza nazionale - a non accettare incarichi per affidamento e supplenza per il prossimo anno accademico e ad avviare forme di lotta immediate che comprendano anche la sospensione dell’attività didattica”. Si dichiarano, dunque, pronti a rifiutare gli incarichi. Già in altre occasioni i ricercatori hanno minacciato di scioperare, bloccando i corsi accademici, ma questa volta la possibilità di rifiutare le supplenze  potrebbe concretizzarsi. Alla base del malcontento l’esclusione, prevista nel ddl Gelmini, dagli organi di governo degli atenei e dalle commissioni di valutazione. Attualmente il ricercatore per accedere al ruolo di professore associato deve conseguire un’abilitazione nazionale e poi vincere un concorso a valutazione comparativa. Il nuovo ricercatore a tempo determinato, dopo aver conseguito l’abilitazione, col ddl Gelmini potrà essere assunto come professore associato per chiamata diretta dagli atenei. “Questa procedura – dicono i ricercatori di Cagliari - è vista come una discriminazione inconcepibile ed offensiva che tende ad emarginare il ricercatore attuale, ridicolizzandone le competenze scientifiche e didattiche che, in molti casi, risultano essere ben superiori a quelle richieste per accedere “ipso facto” al ruolo di professore associato. Le nuove regole previste dal disegno di legge, unite alla drammatica carenza di finanziamenti attualmente insufficienti perfino alla semplice copertura degli stipendi del personale già in ruolo, annullano di fatto qualunque reale prospettiva di carriera per i ricercatori”. Malumori anche a Bologna, Torino, Firenze, Pisa, Siena, Bari, Urbino e Milano. I precari non vedono prospettive di lavoro e i ricercatori aspettano da ormai troppo tempo i concorsi per diventare associati. Sarà decisivo l’incontro di mercoledì 24 tra il direttivo del Coordinamento nazionale ricercatori universitari e il Miur. Molti ricercatori chiedono l’inquadramento alla seconda fascia docente per coloro che hanno fatto didattica certificata dalle facoltà, anche in atenei diversi, per almeno sei anni. Se la proposta del Cnru non venisse accolta al Miur in tempi brevi potrebbe partire la mobilitazione. "Le forme di lotta più immediate - sottolinea il coordinatore nazionale - come il blocco delle lezioni sono affidate alle iniziative locali: in queste ore moltissimi atenei si sono riuniti o stanno per riunirsi per decidere del prossimo anno accademico". 110 ricercatori della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali della Federico II di Napoli già dall’8 marzo si astengono dalle lezioni.

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di Antonella Losapio
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