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UNIVERSITA': LE CATTEDRE VANNO AI FIGLI DI PAPA'


UNIVERSITA': LE CATTEDRE VANNO AI FIGLI DI PAPA'
04/12/2007, 10:12

La meritocrazia è l’ultimo requisito utile. E’ questo il dato che emerge da un dossier dei ragazzi della Confederazione degli studenti che lo presenteranno nei prossimi giorni. 
La ricerca si è soffermata su otto facoltà; giurisprudenza, scienze politiche, ingegneria, farmacia, biotecnologia, architettura, agraria ed economia, ricerca che ha messo alla luce che gli insegnanti sono imparentati tra loro. 
A salire sulle cattedre sono i figli dei professori, ma anche sorelle, fratelli, mariti, mogli, e qualche genero. La facoltà dove gli studenti hanno scovato il numero maggiore di parentele è Economia. Sono, infatti, ventotto, di cui quattordici sono i congiunti che insegnano a ingegneria. 
Un dato allarmante che demoralizza gli stessi ragazzi consapevoli che essere bravi non sempre porta i risultati meritati. Studiare pensando che senza conoscenze non si va da nessuna parte non è il migliore degli auspici. Esistono anche casi di insegnanti che operano nella stessa facoltà del figlio e del genero , più rari i casi in cui i figli scelgono studi diversi dai genitori. 
I ragazzi pretendono che sia il metodo delle assunzioni a dover essere messo sotto accusa, i concorsi si basano troppo sui titoli, cioè sulle pubblicazioni e per alcuni è facilissimo ottenerle. Luigi Napoletano, presidente del consiglio di Ateneo della Federico II che consegnerà il dossier al rettore Guido Trombetti, spera che vi sia una valutazione attenta dei dati emersi. Non si deve finire neanche a fare l’errore opposto e ritenere i figli dei grandi studiosi o insegnanti solo dei privilegiati, potrebbero essere validi, ma si necessità di un metodo sicuro ed efficace che valuti i meriti e le capacità di ognuno.

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di Redazione
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