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A dieci ani dalla riforma stilato il primo bilancio

Università:più laureati ma l'Italia è ultima nella UE


Università:più laureati ma l'Italia è ultima nella UE
26/05/2010, 22:05

ROMA – Dopo dieci anni dalla riforma Zecchino che rivoluziono il mondo universitario c’è chi tenta di fare un bilancio. Infatti secondo l’ultimo rapporto Almalaurea che fa uno spaccato della Università in Italia ci si laurea di più e prima, sconfinando meno nel 'fuoricorso', seguendo con più assiduità le lezioni e dedicando più spazio agli stage.
 Dati, tutto sommato confortanti, che tuttavia devono fare i conti con un'altra altrettanto documentata realtà: il Belpaese resta ancora lontano dalla media europea. Nel 2007 hanno conseguito un titolo terziario (dati Istat diffusi oggi) circa 60 persone ogni mille giovani (20-29 anni), a fronte dei 77 della Francia e di oltre 80 del Regno Unito e della Danimarca. Anche anche i titoli nelle discipline tecnico-scientifiche collocano l'Italia sotto la media Ue (12,1 a fronte di 13,8 per mille 20-29 anni), poco al di sopra di Spagna e Germania. E non va meglio a guardare il numero dei ricercatori a tempo pieno nelle imprese: è salito di appena il 14% tra il 1990 e il 2008, contro il 40% della Germania; nello stesso periodo, in Francia il numero dei ricercatori è raddoppiato e in Spagna triplicato. L'indagine Almalaurea mostra che, comunque, a fronte delle buone performances registrate nel comparto accademico, quando si tratta di trovare lavoro, per i giovani la strada è sempre più in salita: nel periodo 2001- 2009 la condizione occupazionale di tutti i laureati si è aggravata; per i laureati pre riforma negli anni '99-2006 a tre anni dalla laurea, infatti, il tasso di occupazione e' sceso di 8,6 punti percentuali (da 85,9% al 77,3%); a cinque anni il tasso di occupazione si è ridotto di 3,8 punti percentuali (da 90,5 a 86,7%).
I laureati in corso, che non raggiungevano il 10% nel 2001 (erano il 9,5%) sono lievitati diventando complessivamente il 39,2 nel 2009. PIU' GIOVANI ALLA LAUREA - I laureati pre-riforma del 2001 conseguivano il titolo a 28 anni contro i 27,1 anni relativi al complesso dei laureati 2009. E il dato è tanto più apprezzabile considerando che l'accesso agli studi universitari di nuove fasce di popolazione ha determinato il simultaneo elevarsi dell'età all'immatricolazione (da 20 a 21,1 anni). Dunque, al netto del ritardo all'immatricolazione, per il complesso dei laureati, l'età alla laurea è diventata di 25 anni. Ed è aumentata pure la fetta di laureati under23 che riguarda oggi quasi 17 laureati su cento.
Aumenta l'assiduità alle lezioni, che per 66 laureati su cento riguarda nel 2009 più dei tre quarti degli insegnamenti previsti (con prevedibili differenziazioni: al top della classifica si piazzano gli studenti dei corsi relativi a professioni mediche, in coda quelli dei corsi giuridici). E triplicano tirocini e stage: nel 2009 hanno riguardato 54,5 laureati su cento contro il 17,9% del 2001. Crescono anche le esperienze di lavoro condotte durante gli studi che, in misura crescente, risultano coerenti con gli studi intrapresi.

 

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di Mario Aurilia
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