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Voce ai lavoratori dell'Alcatel


Voce ai lavoratori dell'Alcatel
20/02/2010, 14:02

Le organizzazioni sindacali RdB e SdL intervengono a difesa della vertenza dei lavoratori dell'Alcatel. Dai lavoratori giunge una denuncia che non può essere insabbiata.

Da circa un anno ormai l'azienda ha deciso di dismettere il sito di Battipaglia vendendolo a Pierluigi Pastore, titolare, al 60% di Meditel, la cui restante quota di proprietà è della Edil Pastore Tecnoarredo in via S.
Leonardo (azienda che commercializza igienici). Meditel srl è uno spin-off di Alcatel che ha circa 10 anni. A Pastore, Alcatel Battipaglia diede le maestranze esternalizzate, i macchinari per la produzione di schede elettroniche, tutto il supporto ed il know how per far funzionare la Meditel e le commesse; così è stato per 10 anni, senza che questo “imprenditore” sia mai stato capace di camminare con le proprie gambe, di trovarsi commesse in proprio o realizzare suoi brevetti. In più ha sempre usufruito delle prestazioni in nero dei nostri tanti colleghi, soprattutto tecnici, che Alcatel ha messo in mobilità nel corso di questi 10 anni, colleghi che spesso ci fanno sapere che Pastore paga tardi e meno del pattuito.

I lavoratori di ALU Battipaglia si oppongono da 1 anno a questo progetto ridicolo di dismissione che segna il passaggio del sito da una multinazionale delle telecomunicazioni ad un parassita di fama comprovata.
Tante sono le speculazioni che ci sono dietro questa operazione, speculazioni che i lavoratori sono pronti a dettagliare. Questo vergognoso progetto è organizzato da un gruppo economico-politico del nord, che fa capo a dirigenti di Alcatel-Lucent Italia con sede a Vimercate, che hanno trovato a Battipaglia la sponda giusta per concretizzare l'affare.
Lo scorso 22 gennaio un gruppo di lavoratori interinali di ALU Battipaglia è entrato in un locale distante 100 metri dai siti Alcatel e Meditel (Meditel confina con Alcatel) ed ha ripreso con telecamere e macchine fotografiche lo stato dei luoghi. Nel locale lavoravano quattro persone, di cui 2 sono risultati essere lavoratrici in nero. Nel locale sono stati trovati numerosi prodotti Alcatel provenienti dal sito di Battipaglia: dai numeri di serie di ciascun pezzo, tramite i sistemi informativi di fabbrica, si è risaliti a commesse affidate a Meditel in conto lavoro. I filmati documentano ambienti di lavoro "cinesi", senza alcun rispetto delle leggi sulla tutela della salute e sicurezza, senza il rispetto degli standard di qualità a cui Alcatel è soggetta e che fanno di Alcatel un'azienda leader.
I lavoratori hanno subito chiamato le forze dell'ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani). Il locale è stato sigillato dall'Asl. La Finanza non ha rinvenuto alcun registro di attività all'interno del locale ed il proprietario, tale Rinaldi, ex Fiom, è stato condotto e trattenuto per alcune ore in caserma. I lavoratori hanno scoperto e documentato un sistema che si fonda sullo sfruttamento dei lavoratori, attraverso il lavoro nero. Per anni (ci sono le prove, i locali simili sono più di uno) il “sistema” è stato gestito da Pastore con la complicità di alcuni dirigenti e capi area del sito di Alcatel Battipaglia. In un paese normale tutto ciò basterebbe ad un giudice per chiamare a rispondere alla legge italiana, Rinaldi, Pastore ed i soggetti di ALU Battipaglia coinvolti.
E' quindi legittima la richiesta dei lavoratori che chiedono di azzerare la trattativa non essendo più “presentabile” il piano di vendita a Pastore e quindi “impresentabili” i dirigenti di Vimercate che hanno pensato e proposto al ministero una soluzione industriale con soggetti che hanno violano costantemente le leggi sul lavoro. Purtroppo tutto tace: l'azienda fa finta di niente per proteggere i suoi dirigenti e non cancella il vergognoso piano di esternalizzazione (un business da 200.000.000 di euro di commesse in 4 anni).

Tacciono i sindacati collaborazionisti e coprono le loro connivenze con questo sistema insieme ai politici locali collusi con Pastore e il governo centrale. La pazienza dei lavoratori sta raggiungendo il limite umanamente sopportabile. Ieri, il sindaco di Battipaglia fa montare una grossa tenda dal personale della Croce Rossa davanti ai cancelli dell'Alcatel per far svolgere lì un consiglio comunale. Dentro lo stabilimento, 3 lavoratori sono chiusi da 6 giorni minacciando di darsi fuoco con la benzina; non mangiano che succhi di frutta e biscotti che trovano nei distributori automatici in fabbrica. Il Consiglio comunale in gran fretta, davanti ai lavoratori, vota una risoluzione con la quale afferma che la soluzione presentata da Alcatel è accettabile e che quindi Pastore, il "prenditore"
parassita e sfruttatore, va bene.

Il Sindaco, responsabile dell'ordine e della salute pubblica, insieme a tutto il consiglio, sostiene un soggetto che alimenta un sistema che mette a repentaglio la salute dei lavoratori e li sfrutta. Pastore ottiene commesse da Alcatel facendosi pagare il lavoro 20 euro l'ora e poi lo fa eseguire dagli schiavi a 2 euro l'ora!

Le organizzazioni sindacali RdB e SdL accolgono l'accorata richiesta di aiuto dei lavoratori in lotta presso lo stabilimento Alcatel di Battipaglia.
Si uniscono alla loro lotta. Tutto quanto denunciato non deve essere insabbiato e fin da subito pubblichiamo attraverso questo comunicato la loro voce; mobiliteremo le nostre organizzazioni affinchè questa vertenza non finisca in bocca ai pescecani distruggendo la speranza e i diritti dei lavoratori. A breve organizzeremo assemblee per discutere delle forme di lotta necessarie affinchè tra i lavoratori la disperazione si trasformi in organizzazione per chiedere a loro di non minacciare la propria vita ma di costruire la forza per estinguere il sistema economico di rapina che sta violentando la vita delle famiglie che con apprensione seguono le vicende dei loro cari nelle fabbriche in lotta in tutt'italia.

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di Redazione
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