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XXIV Convegno Nazionale di Geotecnica


XXIV Convegno Nazionale di Geotecnica
21/06/2011, 10:06

nei giorni 22-24 giugno del 2011 si terrà a Napoli il XXIV Convegno Nazionale di Geotecnica dedicato al tema “Innovazione tecnologica in Ingegneria Geotecnica”. Si tratta di un ritorno nella città che ha visto l’organizzazione del primo Convegno italiano di Geotecnica nel 1953 e che, con la sua classe di professori, ricercatori, ingegneri, imprenditori e funzionari, ha contribuito profondamente alla nascita ed alla diffusione della cultura geotecnica in Italia e all’affermazione della geotecnica italiana all’estero. Il primo professore di geotecnica in Italia è stato il Prof. Arrigo Croce, titolare della cattedra di Tecnica delle Fondazioni e Costruzioni in Terra, presidente dell’AGI dal 1972 al 1977 e vice-presidente europeo della Società internazionale di meccanica delle terre (all’epoca indicata con l’acronimo ISSMFE). La sua scuola ha formato la gran parte degli ingegneri napoletani ed ha creato le scuole di geotecnica di Palermo, Cosenza, Potenza, Salerno, Napoli 2, Sannio, Cassino, Roma Tor Vergata, Napoli Parthenope, Molise e così via. Gli apporti scientifici di questa antica scuola spaziano dal comportamento meccanico delle formazioni a struttura complessa alla stabilità dei pendii, dallo studio delle dighe in terra a quello delle fondazioni su pali, dalla caratterizzazione meccanica delle rocce tenere allo studio del comportamento di opere di sostegno e di opere in sotterraneo, e così via.

La geotecnica non è solo ricerca universitaria ed anche in questo Napoli si è distinta in Italia con il contributo di autorevoli ingegneri che, con diverse funzioni, hanno contribuito allo sviluppo delle conoscenze e, soprattutto, alla loro applicazione a casi reali. Tantissime sono le opere di ingegneria geotecnica frutto della competenza e dell’ingegno di geotecnici e del lavoro di imprese operanti a Napoli. Tra le opere più recenti si devono ricordare i lavori già realizzati e quelli in corso di realizzazione delle linee 1 e 6 della Metropolitana di Napoli, le fondazioni del CDN, i parcheggi interrati, le opere di protezione dalle colate rapide, dopo la tragedia di Sarno, gli interventi di messa in sicurezza del territorio cittadino (muri di sostegno, cavità antropiche) e così via.

Last but not least si deve citare il contributo allo sviluppo tecnologico a cui questo Convegno è dedicato. I contributi napoletani in questo settore sono stati molteplici e molto significative sono state e sono, tuttora, le applicazioni. Tra le innovazioni pionieristiche in geotecnica dovute al contributo napoletano mi piace ricordare il “palo radice”, antesignano di tutti i micropali, dovuto all’intelligenza dell’ing. Ferdinando Lizzi ed allo spirito imprenditoriale della Fondedile.

L’occasione del Convegno Nazionale di Geotecnica a Napoli è anche un occasione per ricordare tutto ciò e per fare capire come Napoli, la Campania e tutto il Sud sono ancora molto attivi nel settore della Geotecnica. Il tema scelto serve a rimarcare che ricerca, innovazione industriale, progettazione devono marciare insieme in una sinergia che porterà alla realizzazione di opere sempre più ardite, nel rispetto della sicurezza, dell’ambiente naturale e di quello costruito, con tutto il suo patrimonio di storia e di cultura. Le fondazioni di grandi strutture, gli scavi in ambito urbano per parcheggi interrati o di linee metropolitane, le discariche e la bonifica di siti inquinati rappresentano tanti campi nei quali l’uso intelligente e consapevole delle nuove tecnologie può risultare estremamente proficuo. Si tratta quindi di un tema attuale, soprattutto con riferimento alla situazione napoletana e campana più in generale.

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di Redazione
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