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Napolitano preme per la celerità, il Carroccio frena

150 anni dall'Unità d'Italia, gelo tra Governo e Lega


150 anni dall'Unità d'Italia, gelo tra Governo e Lega
19/08/2009, 19:08

Nel 2011 cade il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Le celebrazioni, però, offrono su un piatto d’argento l’ennesimo argomento capace di dividere la politica, tra chi si batte per l’unità e chi, invece, avendola sempre vista come una spina nel fianco, preferirebbe un festeggiamento frugale per dirottare i fondi verso altre proprietà.
Il presidente Giorgio Napolitano, evidentemente ormai stanco di aspettare mentre ai piani alti della politica si perde tempo e si tergiversa, non ha esitato a fare una tirata d’orecchio ai suoi interlocutori. “Attendo una risposta oramai improrogabile dal governo, affinchè chiarisca i suoi intendimenti e i programmi in vista dell’anniversario”, ha dichiarato nel corso del colloquio concesso alla Stampa. “Se ho scritto una lettera è per avere una risposta, - ha continuato, riferendosi alla missiva spedita lo scorso 23 luglio al presidente del Consiglio, - ormai siamo a fine agosto, la scadenza comincia a non essere lontana e se in autunno non si stringe… a quel punto, saremo arrivati alla fine del 2009 e quindi occorrerà fare tutto nel 2010, perché gli eventi possano regolarmente aver luogo l’anno dopo I tempi sono molto stretti”.
Un richiamo all’ordine in piena regola, al quale ha risposto il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, ricordando che il presidente Berlusconi si sta già attivando per le iniziative programmate in vista dell’anniversario. “Si tratta di un appuntamento storico, di tutto il Paese, - ha detto Scajola, - che va celebrato in modo adeguato e sobrio. Per questo nelle scorse settimane in Consiglio dei ministri avevo reso noto di aver disposto la verifica della possibilità che i fabbisogni finanziari per sostenere gli interventi previsti per questa celebrazione possano trovare risorse anche nei programmi regionali Fas. In tal senso ho già formalizzato con una lettera al ministro, Sandro Bondi, e al sottosegretario, Gianni Letta, la disponibilità mia e quella dei miei uffici”.
Le parole del presidente della Repubblica sono state accolte con un plauso da Ignazio La Russa che, parlando all’Adnkronos, ha assicurato che Sandro Bondi “ce la sta mettendo tutta, nonostante abbia trovato alcune difficoltà impreviste, a causa di un programma che si dilata sempre di più invece di definirsi”. “Io stesso, - ha aggiunto poi La Russa, - pur essendo un ministro che ha competenze sulle celebrazioni per l’Unità d’Italia, sono rimasto estraneo alla preparazione e sarei felice di essere coinvolto. Dico a Bondi: sono a disposizione, do la mia piena disponibilità, sia personale sia come Forze Armate, considerato che abbiamo il know how necessario per gestire le grandi ricorrenze”.
Qualcuno, però, non gradirebbe che troppi fondi venissero utilizzati per le celebrazioni, preferendo che venissero dirottato verso altre necessità più impellenti. Come Mario Borghezio, per il quale “è possibile valorizzare tutto ciò che riguarda il patrimonio storico, con provvedimenti che possono essere presi senza spendere praticamente un euro, utilizzando i nostri archivi e le nostre biblioteche con delle mostre e affidandole ai funzionari che sono bravissimi”. Una proposta alternativa che piace anche a Roberto Cota, capogruppo del Carroccio alla Camera, che incalza: “In un momento come l’attuale vanno evitate le celebrazioni elefantiache, così come le spese inutili. Altre sono le priorità e le esigenze della gente, a partire dall’avere un lavoro e un salario adeguato rispetto al costo della vita”.

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di Nico Falco
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