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"vietata" ad Alemanno

25 aprile, Napolitano e Berlusconi a Porta San Paolo


25 aprile, Napolitano e Berlusconi a Porta San Paolo
25/04/2009, 11:04

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi insieme rendono omaggio all'Altare della Patria  in occasione della cerimonia per il 64esimo anniversario del 25 aprile. Accompagnato dagli applausi della gente, il presidente della Repubblica ha depositato una corona di alloro davanti alla tomba del Milite Ignoto. Sono seguiti alcuni secondi di raccoglimento in rigoroso silenzio. Presenti alla cerimonia anche il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, il capo dello Stato Maggiore della Difesa Vincenzo Camporini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il presedente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Il presidente del Consiglio dei ministri ha partecipato per la prima volta  alla cerimonia.

Successivamente il premier si è recato in via del Plebiscito per una tranquilla passeggiata. E' stato avvicinato dai cronisti che gli hanno chiesto le sue considerazioni sulla legge in Parlamento che vuole equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani. "Su questo tema non ho ancora messo la testa" - ha risposto Berlusconi - "ci sono state differenze, anche se la pietà deve essere data anche a chi, credendo di combattere per una giusta causa, ha invece combattuto una causa persa".

Il segretario del Pd, Dario Franceschini, in visita ad Onna per il 25 aprile, non la pensa come il premier. "Un conto è il rispetto umano, ma non si può equiparare chi combattè dalla parte giusta con chi lottò dalla parte sbagliata" - afferma Franceschini - "lo dico per ragioni familiari. Mio padre partigiano ha sposato la figlia di un repubblichino. Va bene la comprensione, ma l'equiparazione non va fatta".

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso di non parecipare alla cerimonia dell'associazione nazionale partigiani, prevista questa mattina a Porta San Paolo. La decisione è stata presa dopo le segnalazioni della questura sulle forme di contestazione violenta organizzate dai centri sociali contro la sua presenza. "Per un atto di responsabilità non posso aderire" - ha detto Alemanno - "devo evitare che la situazioni degeneri".

Il capo dello Stato ieri ha ricordato che nella Costituzione vive il messaggio della Resistenza, nei cui valori possono riconoscersi anche chi non ha vissuto gli anni '43-'45. Al termine della cerimonia Napolitano, accompagnato dal ministro La Russa, si recherà a Caserta (Migliano Montelungo) per una nuova celebrazione. Berlusconi, invece, celebrerà la Liberazione ad Onna, il paesini vicino l'Aquila gravemente danneggiato dal terremoto.

 

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di Redazione
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