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Ma la maggioranza promette miglioramenti in aula

A notte fonda la Commissione approva il ddl intercettazioni


A notte fonda la Commissione approva il ddl intercettazioni
25/05/2010, 10:05

ROMA - Approvato a viva forza da parte della maggioranza in Commissione Giustizia, dopo una seduta notturna di 6 ore, terminata alle 3 del mattino, il ddl intercettazioni approda in aula del Senato. Ma quella che arriva è una pessima legge, osteggiata non solo dal Pd e dall'Idv, ma persino da una parte della stessa maggioranza. Tanto che i capigruppo del Pdl hanno concordato un approccio morbido: niente fiducia al Senato (ci sarà il tempo poi), ampia discussione e ricerca di qualche condivisibilità almeno all'interno del Pdl. Prima dell'approvazione, sono state introdotte due novità: la possibilità di effettuare intercettazioni telefoniche per il reato di stalking, richiesta dell'Idv ma appoggiata anche dal Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, e l'introduzioni di sanzioni disciplinari per il magistrato che non ottemperi in tempi rapidissimi la verifica dei "fatti personali di terzi estranei" che verranno considerati impubblicabili.
Ma i punti nodali restano tutti: resta il divieto di pubblicare i fatti pubblici relativi alle indagini o all'udienza preliminare, pena pesantissime sanzioni per editori e giornalisti; resta la quasi totale impossibilità per il Pm di disporre intercettazioni ambientali o telefoniche, se non in rarissimi casi; resta il limite di tempo di 75 giorni per le intercettazioni, quando si sa che limiti così ferrei sono solo una cortesia per i delinquenti; insomma, resta un impianto che sembra essere fatto solo per i criminali. Tanto che Italia dei Valori ha già annunciato che, se questa legge non verrà ritirata, subito dopo la sua approvazione comincerà la raccolta delle firme per l'indizione del referendum abrogativo.

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di Antonio Rispoli
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