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L'ex assessore interdetto dai pubblici uffici per 5 anni

Abusi sessuali, Gabriele condannato a 4 anni e 3 mesi


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Abusi sessuali, Gabriele condannato a 4 anni e 3 mesi
28/04/2011, 14:04

Quattro anni e tre mesi di reclusione più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. È la condanna inflitta dalla terza sezione del  Tribunale di Napoli al consigliere regionale del Pd Corrado Gabriele, accusato di abusi sulle figlie della sua compagna. La sentenza, arrivata dopo la richiesta del pm Giuseppina Loreto, accoglie solo in parte quanto chiesto dall’accusa il 7 aprile scorso, in quanto il pubblico ministero, in base alle dichiarazioni attendibili delle parti offese, aveva chiesto cinque anni e nove mesi di reclusione per l’ex assessore regionale al Lavoro.
 Vicenda, quella dell’uomo forte della Giunta Bassolino, che JulieNews ha seguito sin dagli albori, quando segnalò che alcuni testi utilizzati da parte di Gabriele erano inattendibili, in quanto “pescati” dal cilindro del bassoliniano. Circostanza che balzò subito agli occhi del pm Loreto, che smontò la difesa dell’imputato. Ma procediamo per ordine.
Nell’udienza del 15 aprile 2010, l’ex assessore presentò due testimoni “d’eccezione” per tentare una disperata difesa dalle pesanti accuse. Gabriele in particolare presentò all’attenzione del Pm Giuseppina Loreto il signor Paolo Monaco insegnante di scuola elementare e titolare del 28° circolo didattico di Chiaiano ma soprattutto, dal 2005, distaccato proprio presso L’Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione. Un passo, quello da Chiaiano direttamente all’ufficio politico, che suscitò non pochi sospetti.
Il secondo testimone sul quale Gabriele tentò di fare affidamento si chiama Vincenzo Vanacore e rappresenta probabilmente un intreccio di interessi contrastanti ancora più plateale di quello precedentemente raccontato. Vanacore, difatti, è presidente de "L'uomo e il legno"; una cooperativa sociale che si occupa di disagio giovanile e reinserimento lavorativo ed è stato compagno di partito dell’attuale consigliere regionale fin da prima del 1995. In più, sempre a Vanacore, nel 2008 sono stati affidati cinque progetti finanziati proprio dall’Assessorato al Lavoro. In quell’occasione, come ha tenuto a precisare il teste, c’era però un ente che riceveva direttamente i fondi regionali e, successivamente, ne smistava una parte alle associazioni che venivano scelte per rendere esecutivi i bandi vinti. In particolare si trattava dell’Università Popolare di Napoli che, in tutti e cinque i progetti, ha ritenuto opportuno affidare all’ex compagno di partito di Gabriele lo svolgimento dei vari programmi (tra gli altri:”Adesso danziamo insieme“, “Teatro che passione“ e “Coloriamo il Carcere“). La domanda più che lecita che balenò nella mente di molti fu la seguente: può un assessore utilizzare il suo potere politico per manipolare una vicenda giudiziaria così ingarbugliata?
Molestie sessuali con aggravanti tra cui l’aver agito con l’abuso del rapporto di coabitazione e, non ultima, la minore età all’epoca di una delle due presunte vittime: questi i gravi capi d’imputazione per Gabriele. Capi gravi, confermati poi dalla terza sezione penale, e che pongono davanti ad una domanda: si dimetterà Gabriele dal suo incarico alla Regione? La mobilitazione politica è appena scattata. Si attendono in queste ore le mosse del "giustizialista" dell'allora Giunta Bassolino.
Oltre ai quattro anni e tre mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di diecimila euro a ciascuna delle due ragazze, il Tribunale ha condannato Gabriele all'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. "La giustizia anche in questo caso ha prevalso. Ho sempre avuto la massima fiducia nel Tribunale": così l'avvocato Elena Coccia, che assisteva le vittime dei presunti abusi, ha commentato la sentenza. Il processo è stato celebrato a porte chiuse. Al momento della lettura del dispositivo le due ragazze erano in aula.

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di Davide Gambardella
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