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Accordo valido per i consumatori e produttori

Accordo Regione Consorzio, la melannurca nel circuito Coop


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Accordo Regione Consorzio, la melannurca nel circuito Coop
25/01/2010, 16:01

Presentato questa mattina da Gianfranco Nappi assessore all’agricoltura della Regione Campania il piano di accordo con la grande distribuzione organizzata per il rafforzamento della presenza dei prodotti tipici campani nei punti vendita. Il primo accordo ha coinvolto Regione, Consorzio melannurca Igp e la catena Coop.
I punti cardine dell’accordo
Inserire negli assortimenti di 700 punti vendita della rete coop il vassoio melannurca
Realizzazione di un piano di comunicazione e di promozione del prodotto che avvicini consumatori nuovi e ne aumenti la rotazine.
Realizzazione di una promozione della durata di due settimane a punto vendita con taglio del prezzo al pubblico del 20-30% e presenza d locandine esplicative del frutto.
Miglioramento delle condizioni di vendita a fovore dei produttori di filiera.
Il frutto
La mela Annurca, o melannurca, si può definire "la mela campana", la storia millenaria che la lega al territorio le ha permesso di acquisire la denominazione di Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) “Melannurca Campana” riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 417/2006 (pubblicato sulla GUCE n. L 72 dell’11 marzo 2006). È definita la “regina delle mele” e si presenta a maturazione completa di colore rosso uniforme. Due cultivar sono inserite nel disciplinare di produzione: annurca e annurca rossa del sud.
Il nome Annurca deriva da Mala Orcula in quanto prodotta intorno all'Orco ovvero al Lago D'Averno, nell'area di Pozzuoli. Nel tempo la mela è stata detta prima “anorcola” e poi “annorcola”. La prima testimonianza scritta del nome "Annurca" risale al 1876 nel "Manuale di Arboricoltura" di G. A. Pasquale. Si riconosce chiaramente nell'affresco rinvenuto, negli scavi di Ercolano nella Casa dei Cervi, ed in diversi dipinti rinvenuti negli scavi di Pompei nella Casa di Castore e Polluce, su Adone nella casa di Adone ferito, nella grande sala della Casa di Meleagro e nel cesto sotto Priapo della Casa del Vetti. Ciò a testimoniare l'antichissimo legame dell'Annurca con il territorio della Campania felix ed il radicamento e diffusione del suo consumo in virtù dell’apprezzamento delle sue caratteristiche apprezzate anche fuori dal territorio campano.
Si distingue dalle altre mele perché si inizia a raccogliere intorno alla metà di Settembre quando è ancora verde, per cui dopo la raccolta necessita di un periodo di "arrossamento" che avviene in appositi "melai" costituiti da sistemazioni del terreno denominate "porche" sulle quali i frutti sono disposti su una unica fila esponendo alla luce la parte meno arrossata. Esperte mani femminili provvedono per circa un mese a girare e rigirare le mele fino al completo arrossamento.
La zona di produzione della I.G.P. “Melannurca Campana”, comprende i territori, interi o parziali, dei seguenti comuni ricadenti nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.
Questa mela ricca di vitamine del gruppo B, di zuccheri facilmente assimilabili e di fibra è idonea per l'alimentazione dei bambini e degli anziani. Queste caratteristiche organolettiche legate anche al profumo intenso la rendono particolarmente adatta all'uso in cucina per accompagnare piatti di carne di suino nero casertano, oppure in insalate estive con gamberetti. I dolci, tipo crostate, strudel e frittelle di mele, se preparati con la mela annurca acquistano un profumo inconfondibile che arricchisce la scala dei sapori, lasciando in bocca un gusto piacevole per lungo tempo.

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di Nando Cirella
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